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Di Maio, nuova gaffe: “La Russia è nel Mediterraneo”

Di Maio, nuova gaffe al Tg1: "La Russia è un paese del Mediterraneo"; il leader del Movimento 5 Stelle non è nuovo ad episodi di questo tipo

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Di Maio non è nuovo a gaffe clamorose. Quella di oggi riguarda la geografia, nozioni che il leader del Movimento 5 Stelle deve aver dimenticato passate le scuole dell’obbligo. “La Russia – ha affermato – è nel Mediterraneo. Un errore grossolano che non gli fa fare una bella figura nei confronti degli italiani, su nozioni che risalgono ai tempi delle scuole elementari.

Nel suo discorso Luigi Di Maio ha localizzato la Russia nel Mediterraneo paragonandola in sostanza a paesi come la Grecia o l’Italia. Una gaffe che non è sfuggita a giornalisti e persone presenti all’incontro, che hanno fatto subito notare l’errore del grillino

Di Maio e la gaffe

Di Maio non passa l’esame di geografia. In un’intervista rilasciata al Tg1 il leader grillino Luigi Di Maio ha affermato che la Russia è un paese del Mediterraneo: un errore clamoroso, visto da migliaia di italiani ed immediatamente balzato all’orecchio anche di coloro che sono geografi.

Mari, oceani e continenti, infatti, sono nozioni da scuole elementari. Reduce da un viaggio negli Stati Uniti, Luigi Di Maio ha sostenuto che l’Italia non è una forza isolazionista, ma anzi un Paese alleato degli Usa, ma “interlocutore dell’Occidente con tanti Paesi del Mediterraneo, come la Russia“. In molti sono rimasti sorpresi e sbalorditi nel sentire le affermazioni del leader del M5S: che la Russia non fosse nel Mediterraneo era per tutti una certezza.

Probabilmente per Di Maio, che non è la prima volta che incappa in gaffe di questo tipo, la collocazione geografica della Russia non è poi così certa. Oltre alla geografia anche la lingua italiana è problematica per Di Maio che, in diverse occasioni, è stato protagonista di scivoloni grammaticali evidenti. Gaffe che appaiono ancora più ridicole se si scorre il curriculum di Di Maio, candidato premier del Movimento 5 Stelle e giornalista di professione.

Le altre gaffe

A stilare una classifica dei cinque errori più grossolani del leader Di Maio, ce ne sono alcuni che balzano immediatamente alla memoria. Il 15 maggio 2014, alla vigilia delle Elezioni Europee, Di Maio attacca il Pd nella trasmissione 8 e 1/2 andata in onda su La7. “Soru è indagato per riciclaggio“. La notizia è falsa e dall’imprenditore sardo avvia l’azione legale contro Di Maio, accusato di diffamazione. Due anni dopo Luigi Di Maio se la prende con la “Lobby dei malati di cancro“. Inutile dire che il mondo politico, ma non solo, si è scagliato contro il grillino: in un post su Facebook Di Maio si scusa con gli italiani, affermando che “l’accostamento può essere apparso infelice“.

Ma non è finita qui. Nel 2016 Di Maio attacca il segretario del pd Matteo Renzi: su Facebook scrive delle iniziative elettorali pro referendum del Premier e confonde il Venezuela con il Cile. “Come ai tempi di Pinochet in Venezuela“. Prima della Russia mediterranea, però, Di Maio è alle prese con il congiuntivo: “Se c’è il rischio che soggetti spiano massime istituzioni dello Stato“, scrive su Twitter. Dopo poche ore, con un messaggio già virale, Di Maio corregge: “Se c’è il rischio che massime istituzioni dello Stato venissero spiate“. Arrivano le battute della rete e Di Maio corregge ancora: “Se c’è il rischio che due soggetti spiassero“.


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