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Lo sfogo di Di Maio sui migranti: "La misura è colma"

Di Maio

Luigi Di Maio, esponente del Movimento 5 Stelle, scrive su Facebook un post dove sottolinea lo scarso aiuto dell'Ue nella questione migranti.

La questione migranti in Italia

In Italia migliaia di migranti arrivano dai paesi in difficoltà. Quando attraccano le loro imbarcazioni sulle nostre coste vengono accolti da enti locali predisposti. Solo una minima parte, il 29%, viene gestita dai luoghi di ricovero installati dall’Unione Europea. Questi almeno sono i dati forniti da Luigi Di Maio, esponente del Movimento 5 Stelle. Ciò che Di Maio voleva sottolineare era la minima parte svolta dall’Unione Europea nella gestione pratica dei migranti che sbarcano in Italia.

Nelle statistiche appare che la maggior parte dei migranti che arrivano in Italia in realtà puntano a raggiungere altre mete nel nord Europa (Germania, Francia) Nel loro caso, perciò, l’Italia è un paese di passaggio. Anche per questo l’Unione Europea ha sin da subito stanziato degli aiuti per l’Italia e per le altre nazioni per gestire gli arrivi. Ma secondo Di Maio in Italia gli aiuti dell’Unione Europea non sono sufficienti.

Lo sfogo su Facebook

Commentando la situazione su Facebook, Luigi Di Maio ha scritto un lungo post dove analizza la situazione. Da dei dati: “Nelle ultime 48 ore circa 12 mila migranti sono approdati sulle nostre coste. Da quando è partita l’operazione Triton sono sbarcati ben 413.000 migranti. In un rapporto Ocse si evince che solo il 29% dei migranti sbarcati in Italia è passato dagli hotspot dell’Ue.” Poi parla di un’intervista fatta a Dimítris Avramópoulos, commissario Ue degli Affari interni, dove il commissario commenta gli aiuti dell’Unione Europea dati all’Italia: “l’Italia merita il nostro sostegno e la nostra comprensione.

Quando afferma che la situazione non è più sostenibile l’Italia ha ragione” A questa risposta di Avramópoulos Di Maio commenta: “Ecco, abbiamo ragione. La ragione dei fessi, come si dice dalle mie parti”

Ultimatum all’Ue

Il post si conclude con un’osservazione più amara e, soprattutto, con un’intimazione indirizzata all’Unione Europea: “La misura è colma. O l’Ue risponde e lo fa concretamente, oppure risponderemo noi una volta al governo.

Chiudere la rotta mediterranea stringendo accordi bilaterali con i Paesi di transito oggi è una priorità assoluta. Cosi’ come lo sono i ricollocamenti. Senza se e senza ma” Abbiamo indubbiamente bisogno di riorganizzare la situazione. Attualmente non solo non è garantita la tutela dei diritti umani dei nuovi arrivati, ma è troppo lunga la trafila da fare sia per l’inserimento nella società italiana sia un loro eventuale traghettamento a altra destinazione. Gli aiuti dell’Unione Europea sono il minimo necessario per accogliere una parte dei migranti in arrivo. Ma fin quando non arriveranno maggiori aiuti dall’esterno sarà necessario anche adeguare le proprie risorse interne per fronteggiare la situazione. Anche per quanto riguarda l’integrazione, però, sono sorte non poche polemiche, discutendo dello ius soli. E’ una situazione dalle mille sfaccettature, che va risolta col dialogo.