Di Maio: "Restiamo nella Nato e alleati degli Stati Uniti"
Investi in Notizie.it e diventa editore del tuo giornale 🚀
Di Maio: “Restiamo nella Nato e alleati degli Stati Uniti”
Cronaca

Di Maio: “Restiamo nella Nato e alleati degli Stati Uniti”

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio taglio ai vitalizi e riforma pensionistica

Svolta filoamericana per Di Maio che annuncia la permanenza dell'Italia nella Nato e nell'Alleanza Atlantica.

Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha rilasciato delle dichiarazioni relative alla posizione italiana nello scenario internazionale. Il leader del M5S ha affermato che l’Italia resterà nella Nato e ha confermato l’alleanza con gli Stati Uniti, respingendo quindi l’ipotesi di un netto spostamento verso la Russia in politica estera. Ha comunque ribadito anche l’apertura italiana a Paesi diversi da quelli del blocco occidentale, tra cui la stessa Russia.

Di Maio, sì alla Nato

Luigi Di Maio ha partecipato a un incontro con i vertici della Leonardo, a Pomigliano d’Arco. In questa occasione, il neo ministro per il Lavoro e lo Sviluppo economico ha affrontato un tema delicato, quello della posizione dell’Italia nel quadro della politica estera europea ed extraeuropea. Di Maio ha sciolto il dubbio relativo alla decisione di allontanarsi dagli alleati storici del mondo occidentale, in particolare dalla Nato, per avvicinarsi alla Russia e a nuovi alleati.

Ipotesi smentita dal ministro con queste parole: “Restiamo nella Nato e alleati degli Stati Uniti, ma portiamo avanti anche il dialogo con gli altri Paesi, come la Russia, così come è sempre stato”.

Sul tema delle sanzioni europee alla Russia ha poi affermato: “Non mi preoccupa l’altolà per le sanzioni alla Russia. Il nostro è un Governo alleato agli Stati Uniti che vuole lasciare l’Italia negli accordi, nelle alleanze, garantendo continuità a quello che è già stato”.

Tra Usa e Russia

Dalla formazione del partito fino alla nascita del governo Conte, il M5S ha seguito strade diverse nel campo della politica estera e dei rapporti con le superpotenze mondiali. La questione ha sempre riguardato la posizione dell’Italia rispetto alla Nato e agli Usa, da una parte, e alla Russia di Putin dall’altra. Alle sue origini, il Movimento ha espresso una dura condanna nei confronti di Mosca. Beppe Grillo, sul suo blog, ha criticato il governo di Putin fino a paragonarlo a Mussolini ed ha esaltato i giornalisti che si oppongono a lui come degli eroi.

Col tempo, però, il M5S ha mostrato una sempre maggiore apertura alla Russia.

Nel 2016, Manlio Di Stefano, deputato pentastellato della commissione Esteri della Camera, ha parlato con toni entusiasti di Russia Unita, il partito di Putin. In occasione dell’invito ricevuto per partecipare al congresso di Russia Unita, Di Stefano annunciò che avrebbe parlato “della ridiscussione della partecipazione italiana all’interno della Nato, della nostra proposta di cooperazione con Mosca contro il terrorismo e della battaglia contro le sanzioni inflitte alla Russia”.

Le sanzioni alla Russia

Nel febbraio 2018, a un mese dalle elezioni del 4 marzo, il Movimento, attraverso le parole di Di Stefano, ha ribadito ancora una volta la vicinanza alla Russia. Dura è stata l’opposizione pentastellata alle sanzioni europee a Mosca. “Noi abbiamo detto più e più volte, lo abbiamo scritto anche nel nostro programma, che le sanzioni alla Russia vanno eliminate perché sono un danno per la nostra economia. La Russia è un partner strategico fondamentale per la lotta al terrorismo e per la stabilità del Medioriente”, ha affermato Di Stefano.

Per quanto riguarda la posizione dell’Italia rispetto alla Nato, Di Stefano dichiarò: “Il nostro approccio verso la Nato sarà indubbiamente di partecipazione in chiave geostrategica, ma bisognerà assolutamente tenersi distanti dalle logiche più espansionistiche dell’Alleanza Atlantica”.

L’apertura alla Nato

Ma dopo le elezioni il Movimento si è rivelato più morbido nei confronti della Nato e delle tradizionali alleanze del Paese. Le dichiarazioni di Di Maio nei mesi successivi al 4 marzo hanno provocato le critiche di molti elettori, lo “zoccolo duro” che da sempre apprezza la linea pentastellata anche per le novità proposte in campo di politica estera. A questi elettori, l’apertura di Di Maio agli americani è apparsa come un cedimento, una scelta fuori luogo e “democristiana”.

© Riproduzione riservata

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

Lisa Pendezza
Lisa Pendezza 2361 Articoli
Lisa Pendezza, nata nel 1994 a Milano. Laureata in Lettere con la passione per i viaggi, il benessere e la lettura, spera di riuscire a girare il mondo con una macchina fotografica in una mano e un romanzo nell'altra. Amante dei libri, si limita per ora a leggerne molti, con il sogno nel cassetto di scriverne uno.