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Blitz della Dia, dieci arresti per droga tra Lombardia e Calabria

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Blitz della Dia di Milano nel mondo della droga. In mattina gli agenti del Centro operativo della Dia di Milano ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del capoluogo lombardo, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di dieci persone, prevalentemente di origini calabresi, indagate a vario titolo per associazione finalizzata al traffico illecito e alla detenzione illegale di sostanze stupefacenti.

I dettagli dell’operazione, che ha portato ad arresti e perquisizioni in Lombardia ed in Calabria, saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 10:00 presso la sala conferenze “Falcone – Borsellino” della nuova sede del Centro Operativo della D.I.A. di Milano.

Il maxi blitz di ieri

Una lotta, quella legata al mondo della droga, che non accenna a smettere. Nella giornata di ieri infatti, la Squadra Mobile di Milano, guidata da Lorenzo Bucossi, ha smantellato un’organizzazione criminale, dedita allo spaccio a livello internazionale.

Alle prime luci di mercoledì, gli agenti hanno eseguito 21 misure cautelari – 14 in carcere e 7 con obbligo di dimora e firma – contro 5 italiani e 16 stranieri, perlopiù peruviani.

Gli investigatori, coordinati dalla Procura della Repubblica di Milano, hanno accertato che l’importazione della droga avveniva grazie all’uso di voli di linea provenienti dal Perù con destinazione vari aeroporti europei. La coca veniva occultata all’interno di manufatti in legno: come presepi e sculture andine.

Una volta arrivata in Europa con l’aereo, raggiungeva in Italia via terra.

Personaggio di spicco della banda era il Gringo, un calabrese residente a Milano, di 34 anni e con precedenti specifici. L’uomo aveva pensato di far arrivare la cocaina, nascosta in presepi artigianali peruviani, caramelle al caffè e batterie d’auto. La droga partiva con voli di linea dal Sudamerica arrivava alle strade di Milano.

Prima di approdare in Italia, però, questi carichi di droga, passavano dall’Olanda (dove era stazionato un collaboratore del calabrese) o dalla Spagna, a parte un’occasione in cui lo stupefacente è sbarcato direttamente in Calabria.

Tra i destinatari della misura d’obbligo di firma c’è anche un sudamericano molto noto nella comunità latina della città meneghina. L’uomo, classe ’59, è il proprietario di un ristorante di cucina peruviana in zona viale Monza – Precotto – a Milano.

Nei tre anni di indagine sono state arrestate 17 persone in flagranza di reato, sequestrati 15 chili di cocaina, 175 grammi di marijuana, circa 20 chili di hashish, una pistola semiautomatica e 22mila euro.

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