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Differenze tra HTML e XML

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Due protocolli simili, affini, ma anche profondamente diversi: alla scoperta di HTML e XML.

Per chi non è molto ferrato in materia di web developing e web designing, è facile fare confusione con la terminologia, spesso oscura e complicata, adottata dagli “iniziati”.

Confusione acuita dal frequente – quanto inevitabile, data la lunghezza di determinati termini – utilizzo di acronimi. Prendiamo, ad esempio, i termini HTML e XML: spesso, essi vengono confusi tra loro, o in alternativa associati alla medesima funzione. In realtà, pur essendo entrambi associati alla medesima attività – la scrittura e formattazione di documenti per il web, siano essi testuali o ipertestuali -, hanno a che fare con due protocolli ben distinti e separati.

Nelle righe che seguono, cercheremo di fare maggiore chiarezza in merito alle differenze tra HTML e XML.
Con HTML, acronimo di HyperText Markup Language, si intende un modello di linguaggio telematico basato sull’utilizzo di marcatori. Questi sono definiti dai simboli delle parentesi angolari uncinate – i simboli < e > – che al loro interno contengono una serie di codici detti tag, che indicano dei parametri specifici di formattazione. Ad esempio, il simbolo BR incluso nei due marcatori indica l’andata a capo di un testo senza righe vuote tra un paragrafo e l’altro.

Al momento, esistono cinque versioni del linguaggio HTML: quella più utilizzata è stata, per molti anni, la quarta, ma dal 2014 è stata introdotto HTML5, con il duplice scopo di utilizzare funzionalità fino a quel momento integrabili solamente mediante applicazioni esterne (come, ad esempio, Adobe Flash o Java), e di favorire la compatibilità con dispositivi mobili come smartphone o iPhone. Creato e introdotto dallo staff di Tim Berners-Lee nell’ambito dei suoi lavori di creazione del World Wide Web al CERN di Ginevra, il protocollo HTML è il derivato più importante del metalinguaggio SGML, il primo e primordiale sistema di elaborazione di codici per la trasmissione di documenti in formato digitale.

In seguito, HTML è stato più volte rivisto allo scopo di renderlo sempre più dinamico, integrandolo con il protocollo XML.
Quest’ultimo non è un linguaggio predefinito, bensì un metalinguaggio. In pratica, si tratta di un sistema che è “a monte” della definizione di un linguaggio; non fornisce regole grammaticali e sintattiche predefinite, ma predispone gli strumenti per crearne di nuove, definite a seconda delle necessità degli sviluppatori. In questo modo, lo sviluppo di un linguaggio affine all’HTML è costantemente dinamizzato, e consente a quest’ultimo di aderire alle finalità di un determinato ambito di programmazione.

Ne consegue che XML non è utilizzato solamente per la creazione di nuovi marcatori per HTML (che nella sua versione estendibile diviene XHTML, vale a dire eXtensible HyperText Markup Language), ma ha conosciuto, con il tempo, molte altre applicazioni: ad esempio, CML – Chemical Markup Language – per le formule chimiche, MathML – Mathematical Markup Language – per quelle matematiche, o WML – Wireless Markup Language – per l’uso del web tramite dispositivi mobili.


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