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Disarmo nucleare ancora lontano, ecco la mappa delle testate nel mondo

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Sono più di 15 mila le testate nucleari sparse per il mondo, quasi tutte fra USA e Russia, il disarmo nucleare sembra ancora molto lontano.

Di disarmo nucleare si parla da decenni, ma, a quanto pare, l’intenzione di liberare il mondo da armi che potrebbero riportare il mondo all’età della pietra – per usare in modo indiretto una considerazione espressa da Albert Einstein – sembra ancora lontana dal tradursi in realtà.

Sul nostro pianeta, secondo il Nuclear Notebook 2016 della Federation of American Scientists, sarebbero infatti ancora presenti più di 15 mila testate nucleari, quasi per la totalità nelle mani di Stati Uniti e Russia. Proprio come ai tempi della Guerra Fredda. Il report, pubblicato sul Bulletin of the Atomic Scientists, ha riferito per intero circa la situazione della dislocazione degli ordigni, evidenziando che “nonostante gli enormi progressi nel ridurre gli arsenali nucleari della Guerra Fredda, la riserva complessiva di testate atomiche resta a un livello molto elevato: circa 15.350 testate agli inizi del 2016”, di cui “10 mila nelle scorte militari” e “4200 schierate con le forze operative”.

Disarmo nucleare, ecco qual è la situazione attuale nel mondo

Nello specifico, la situazione attuale vede Russia e Stati Uniti di gran lunga davanti a tutti, quanto ad arsenale nucleare, seguite a distanza enorme da Francia, Gran Bretagna e Cina. Dal momento che il numero esatto di testate è un segreto di Stato, il report viene elaborato sulla base delle informazioni pubbliche e di qualche indiscrezione:

Russia 7300 testate

Stati Uniti 6970 testate

Francia 300 testate

Gran Bretagna 215 testate

Cina 260 testate

Pakistan 130 testate

India 120 testate

Israele 80 testate

Corea del Nord 8 testate (ma il dato è incerto).

Chi disarma (piano), chi non disarma affatto

A seguito della sottoscrizione del cosiddetto trattato di non proliferazione del 1968, Russia, Stati Uniti e Gran Bretagna stanno in effetti riducendo il loro arsenale, seppure ad un ritmo lento. Costanti sembrano invece rimanere Francia e Israele, mentre i Paesi asiatici (alcuni dei quali il trattato non l’hanno peraltro mai firmato) stanno continuando ad accrescere le loro dotazioni. A preoccupare sono soprattutto India e Pakistan, nonché la ‘solita’ Corea del Nord, occasionale protagonista di esperimenti e test (l’ultimo lo scorso gennaio).

Nel 1985, il Paese decise di aderire al trattato di non proliferazione, stabilendo solo in seguito, nel 2001, di abbandonarlo.

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