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Discarica dell’Inviolata di Giudonia: forse nessuno sa che…
Roma

Discarica dell’Inviolata di Giudonia: forse nessuno sa che…

Da mesi il Commissario straordinario è impegnato nella ricerca di siti su cui riversare la spazzatura capitolina, dopo la chiusura di Malagrotta . Se da una parte la notizia ha creato scalpore sui mass-media borghesi, e la solita pioggia di critiche da parte dei partiti locali a caccia di facili consensi, sulle scelte dei territori come Corcolle o Riano, vengono putroppo tacite realtà già esistenti come quella della discarica dell’Inviolata di Guidonia, forse pecfhè nessuno ha interessi in loco

Il cieco sindaco di Monterotondo, Sig Lucherini, addirittura si è prodigato in palese solidarietà nei confronti dei cittadini rianesi in protesta, dimenticando che il suo comune è uno dei 49 che getta i propri rifiuti alla discarica dell’Inviolata di Guidonia, e dimentica altresì, o forse finge di dimenticare ,la deturpazione ambientale che si sta perpetrando ai danni di quel territorio da ben 25 anni.

Per far conoscere questa realtà sono uscite dal coro varie associazioni ed è così che il 23 Giugno scorso, il gruppo libertario Popolo 33 di Fara in Sabina ha organizzato un incontro pubblico con Umberto Calamita (presidente dell’Associazione Onlus “amici dell’Inviolata”), associazione impegnata, insieme ad altre, nella divulgazione informativa di questa lotta.

Per l’occasione è stata presentata la tesi di laurea in Urbanistica e sistemi Informativi territoriali di Simone Quintavalle “Materiali propedeutici al piano d’assetto del parco regionale naturale archeologico dell’Inviolata di Guidonia”, trasformata in libro grazie al forte desiderio dall’associazione ed alla cui pubblicazione hanno partecipato i cittadini in forma di sottoscrizione pubblica.

Ma ecco la storia di questa discarica: è nata nel 1986, senza alcuna autorizzazioni, ad opera di un privato successivamente condannato ad una semplice sanzioe amministrativa. Lo stesso anno, l’amministrazione comunale di Guidonia Montecelio, diede incarico alla ditta Ecologica Srl di disinquinare il sito, oltre ad autorizzarla, temporaneamente, a gestire l’invaso per i rifiuti del comune stesso.

Dopo dieci anni di proroghe e autorizzazioni, grazie alle furbe escamotage chiamate “ordinanze temporanee”, dettate dalle solite ragioni di necessità e urgenza dalla regione Lazio, nel 1997 la gestione dell’impresa è passata nelle grinfie di EcoItalia 87 Srl, società c gestisce ancora l’impianto e che, udite udite fa capo alla solita losca figura dell’imperatore romano dei rifiuti Manlio Cerroni.

Risultato? Negli ultimi dieci anni sversano i loro rifiuti all’inviolata di Guidonia 49 comuni, oltre allo stesso comune di Guidonia, ad essi si aggiungono anche 16 soggetti privati, per un totale di 178.600 tonnellate annue di rifiuti e con annesso impianto funzionale di recupero del biogas prodotto dagli accumuli.

Come se non bastasse a copertura dei primi quattro invasi ne fu autorizzato un quinto che ha modificato la morfologia dell’ambiente andando a creare una collina artificiale, con ovvi pericoli per la salute degli abitanti e dell’ambiente stesso.

In questi mesi si sta procedendo addirittura alla costituzione del sesto invaso, solo Albano è arrivato al settimo!

Quello che è più grave e di cui nessuno fa parola è che il sito dell’Inviolata è un parco naturale archeologico. Così mentre la scelta di Corcolle , vicina a Villa Adriana (sito patrimonio dell’Unesco), ha portato alle dimissioni del prefetto e a far fare retromarcia sulla scelta del sito, la discarica dell’Inviolata ,parte integrante del parco, o meglio lo era, fino a quando per rendere la cosa “meno scandalosa”è bastato modificare i confini del parco( al fine di lasciarne al di fuori l’indecente collina artificiale) per evitare scocciature. E’ opportuno ricordare che l’area è stata abitata fin dalla preistoria e che in epoca romana sorgevano insediamenti e vie di comunicazione riutilizzate anche in età medioevale; siti sono stati ritrovati 87 siti ed un totale di circa 10.000 reperti, l’ultimo dei quali si trova a 10 metri dal sesto invaso.

A quanti si chiedono il perchè di questo silenzio, utile spiegare che Guidonia è dominata da quattro potentissime lobbies che ungono le tasche dei vari esponenti politici locali e non: cementieri (la Buzzi Unicem), monnezzari, palazzinari e travertinari che gestiscono come credono l’intero territorio.

Grazie a loro magicamente possono iniziare i lavori di costruzione del nuovo svincolo autostradale quasi a ridosso del parco, può prendere corpo il progetto di pavimentazione della via della Selciatella (strada storica dal basolato antico), si può realizzar il” cerroniano” impianto Tmb (trattamento meccanico biologico) che produrrà «ecoballe» da poter incenerire all’interno dei forni Buzzi Unicem. La popolazione di Guidonia adesso comincia a lottare: per ora i lavori di costruzione del nuovo impianto sono stati bloccati dagli esiti delle analisi del sottosuolo della discarica dall’A.R.P.A Lazio:” forte inquinamento di metalli pesanti della falda acquifera attribuibili forse al primissimo invaso, mai bonificato e creato senza le dovute impermeabilizzazioni, oltre al possibile sversamento di rifiuti non bene identificati”

Cosa è derivato da ciò: è stata richietsa un’immediata bonifica del territorio. Ma a questo punto sorge una legittima domanda: come si può bonificare un territorio che si trova sotto una collina di rifiuti di 150m slm?

Secondo le analisi epidemiologiche svolte sul territorio, la situazione è critica, pare infatti che ,avvicinandosi a punti sensibili come il colosso cementificio della Buzzi Unicem, la discarica dell’Inviolata, le cave di travertino e altre fabbriche dislocate sulla Via Tiburtina,vi siano grossi rischi per la salute, soprattutto per donne e bambini che sono più stanziali.

A dare il carico, si è aggiunto un documento stilato da 49 medici di base nell’ottobre del 2006 in cui dichiarano: “…i medici del Comune di Guidonia Montecelio esprimono preoccupazione per l’aumento di patologie ascrivibili ad inquinamento ambientale e formulano parere negativo per l’installazione di qualunque impianto tecnologico per il trattamento e la valorizzazione dei rifiuti”.

Oltretutto i medici di base hanno realizzato un’indagine tra i loro pazienti, da cui è emerso che su un campione di 274 mutuati il 79% ha avuto un’esperienza di malattia grave, degenerativa, in famiglia o personale

Unica ar,ma al momento pare sia la divulgazione, ed è per questo che sono stati distribuiti 10.000 volantini. Quello che è peggio è che i signori del potere hanno tacciato di terrorismo psicologico e procurato allarme coloro che li hanno diffusi, ma bisogna credere nell’intelligenza delle persone. Presto o tardi i grattacieli di immondizi li sommergeranno!

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