Caso discriminazione, donna con crisi epilettica: "La prossima volta stia a casa"
Caso discriminazione, donna con crisi epilettica: “La prossima volta stia a casa”
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Caso discriminazione, donna con crisi epilettica: “La prossima volta stia a casa”

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Discriminazione per gli epilettici. E' questo il messaggio che ha mandato un ristorante dell'Adriatico che ha ospitato una donna epilettica.

Discriminazione per gli epilettici. E’ questo il messaggio che ha mandato un ristorante dell’Adriatico che ha ospitato una donna epilettica. La cliente, una donna, stava cenando al ristorante insieme al marito quando all’improvviso viene colta da una crisi epilettica. I ristoratori, invece che assistera la donna e farla tranquillizzare, hanno esordito dicendo che gente “come voi” dovrebbe stare a casa a mangiare la pizza ed evitare di spaventare gli altri clienti. L’episodio anche se è durato pochi minuti a quanto pare ha scatenato la paura tra gli altri clienti del ristorante.

Le discriminazioni

Discriminazione nei confronti degli epilettici non sono rare, anzi. Purtroppo la presidente della Fie (Federazione Italiana Epilessie) ha dichiarato che le discriminazioni nei confronti degli affetti di epilessia sono molto numerosi. La presidente, Rosa Cervellione, dice che sarebbero necessari svariati giorni per elencare i casi di discriminazione legati all’epilessia, tanto grande è il loro numero. Il caso è stato denunciato per attirare l’attenzione delle persone sul fatto che gli epilettici sono vittime dell’ignoranza più che della loro malattia.

L’attacco di epilessia al ristorante

Una donna è stata colta da una crisi epilettica mentre stava cenando in compagnia del marito.

Il ristorante si trova sul lungo mare di Marotta, paese in provincia di Pesaro Urbino. La donna, Susanna di 47 anni, mentre stava cenando viene colta da un’improvvisa crisi. L’episodio di epilessia è durato solo pochi minuti e per fortuna non è stato nemmeno necessario l’intervento dei medici. L’unico problema risiede ne giudizio dei ristoratori. Questi infatti, quando il marito si è recato alla cassa per pagare, hanno commentanto l’accaduto dicendo che le persone “come loro” dovrebbero pensare di stare a casa invece che venire a mangiare in un ristorante aperto al pubblico. Susanna, la donna affetta da epilessia, è stata accusata di aver spaventato i clienti presenti nel ristorante.

La denuncia

Susanna, sentendosi attaccata ingiustificatamente, decide di comunicare le gravi discriminazioni che sono state fatte a suo carico alla Federazione Italiana Epilessie. Questa, una volta venuta a conoscenza dell’accaduto, ha denunciato il fatto sul social network Facebook. Il post è poi stato condivisio più volte dagli utenti del social network che hanno lasciato commenti che esprimevano totale disdegno.

Ma ciò che attira veramente l’attenzione sono i numerosi casi simili a quelli di Susanna. Tante persone infatti hanno commentato dicendo di essersi trovate nella stessa situazione della donna. E’ incredibile come quante persone siano vittime dell’insensibilità altrui. Un commento in particolare fa riflettere sulla questione appena avanzata. Una donna scrive un commento che lascia tutti di stucco. Racconta di una cena a casa con amici nella quale ha dovuto affrontare una crisi piuttosto forte. Gli “amici” invece che sostenerla nella sua malattia e confortarla hanno ben pensato di non rivolgerle più la parola o di evitarla. Su 15 amici presenti alla cena ora solo due sono rimasti in contatto con lei.

L’epilessia

L’epilessia dovrebbe essere vista come una malattia e non come una colpa. L’ignoranza dilaga piuttosto abbondantemente su questo tema un pò delicato. E’ necessario che le persone vengano informate maggiormente sul fenomeno dell’epilessia.

Ed è anche necessario che le persone sviluppino una maggiore sensibilità nei confronti delle persone che ne sono affette. I malati infatti si sentono piuttosto soli nella battaglia che devono affrontare contro la malattia. Rosa Cervellione invita dunque tutti a riflettere e ad informarsi di più su questo fenomeno che a quanto pare spaventa la gente.

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