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Disoccupazione, Draghi: ‘E’ calata del 19% ma non basta. I giovani vogliono il lavoro e non i sussidi’

Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, ha da poco parlato al Trinity College di Dublino riguardo il lavoro e la disoccupazione giovanile.

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Disoccupazione, Draghi: 'E' calata del 19% ma non basta. I giovani vogliono il lavoro e non i sussidi'

Intervento i Mario Draghi a Dublino

Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, oggi ha parlato a Dublino sul problema scottante della disoccupazione giovanile.
L’incontro, che successivo ai colloqui che si sono tenuti a Lisbona nel giugno 2017, è stato organizzato in collaborazione con la Banca centrale d’Irlanda e Trinity College di Dublino.

“Necessarie forme di protezione omogenee tra i lavoratori”

Draghi ha affermato che in alcuni Paesi dell’Eurozona sono stati fatti passi avanti per ridurre la disoccupazione giovanile e col consolidamento della ripresa diminuirà ulteriormente. Il presidente della Banca centrale europea ha aggiunto, tuttavia, che “per affrontare le cause strutturali della disoccupazione giovanile, sono necessarie forme di protezione omogenee tra i lavoratori, accordi di lavoro flessibili, programmi di formazione professionale efficaci, un elevato grado di apertura del commercio e sostegni per ridurre i costi sociali della mobilità”.

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“I giovani non vogliono vivere di sussidi”

“I giovani non vogliono vivere con i sussidi. Vogliono lavorare ed allargare le proprie opportunità ed oggi, dopo la crisi, i governi sanno come rispondere alle loro richieste e come creare un ambiente in cui le loro speranze possano avere una opportunità”. Draghi ha sollecitato quindi gli Stati a rispondere alle loro richieste, per il futuro dei loro paesi e della loro democrazia.

Pil in crescita

“Il Pil dell’Eurozona è in crescita da 17 trimestri consecutivi, creando nel complesso oltre 6 milioni di posti di lavoro”. Draghi ha affermato che dal picco del 24% nel 2013, la disoccupazione giovanile è scesa intorno al 19% nel 2016 ma è ancora di circa 4 punti percentuali più alta rispetto all’inizio della crisi nel 2007. Il presidente della Bce ha però puntualizzato che nel 2016 circa il 17% dei giovani tra i 20-24 anni non studia, non lavora e non fa nmmeno formazione.

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Troppa segmentazione e scarsa formazione

“La segmentazione del mercato del lavoro e una scarsa formazione professionale sono tra i principali motivi dell’elevato tasso di disoccupazione giovanile persistente in diversi Paesi colpiti gravemente dalla recessione come Italia, Grecia, Spagna e Portogallo”. Il presidente Bce ha evidenziato invece che Paesi come “Germania e Austria sono riusciti a mantenere bassa la disoccupazione giovanile grazie ad efficaci programmi di formazione professionale e piani mirati ai giovani più svantaggiati”.

Dati dell’Istat

A luglio 2017 l’Istat ha stimato gli occupati in crescita dello 0,3% rispetto a giugno (+59 mila), confermando la persistenza della fase di espansione occupazionale. Rispetto a luglio 2016 l’incremento è di 294mila unità (+1,3%). Cresce comunque il tasso di disoccupazione giovanile. Infatti, a luglio si attesta al 35,5%, secondo i dati Istat, in crescita di 0,3 punti da giugno.

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