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Dl Ucraina, Governo pone fiducia al Senato

Il Governo Draghi ha posto la fiducia sul dl Ucraina al Senato: il provvedimento verrà votato dai senatori alle ore 11:00 di giovedì 31 marzo.

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Il Governo Draghi ha posto la fiducia sul dl Ucraina al Senato: il provvedimento verrà votato dai senatori alle ore 11:00 di giovedì 31 marzo.

Dl Ucraina, Governo pone fiducia al Senato

A margine della discussione generale tenuta nella serata di mercoledì 30 marzo, il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, ha posto la questione di fiducia al dl Ucraina in Aula al Senato.

Il testo del provvedimento è già stato approvato alla Camera dei Deputati.

I senatori, quindi, verranno chiamati a votare sulla fiducia al dl Ucraina alle ore 11:00 di giovedì 31 marzo. Nel momento in cui la fiducia verrà approvata, la misura otterrà il via libera definitivo e potrà entrare ufficialmente in vigore.

In relazione alle ormai imminenti votazioni, l’ANSA ha riferito di aver appreso da fonti di Palazzo Madama che sul voto del provvedimento non ci saranno sorprese in quanto la maggioranza vuole evitare ogni possibile crisi di governo.

L’esecutivo guidato dal premier Mario Draghi, quindi, potrà contare sul voto del Partito Democratico, di Liberi e Uguali, di Lega e di Forza Italia anche se si attendono alcune sporadiche defezioni tra le file del Movimento 5 Stelle. A votare contro la fiducia, invece, saranno Fratelli d’Italia, Alternativa e Italexit.

Reazioni al provvedimento e al voto sulla fiducia

Intanto, nel mondo della politica italiana si susseguono svariate opinioni rispetto all’approvazione del dl Ucraina e all’incremento delle spese militari.

Partito Democratico

Il senatore del Partito Democratico e presidente della commissione Affari Costituzionali, Dario Parrini, ad esempio, ha dichiarato: “Se non mantiene gli impegni presi con gli Stati alleati e confermati da più governi di diverso orientamento un Paese non ha credibilità internazionale. E siccome la credibilità internazionale è un bene fondamentale, che non ha colore, è auspicabile che se ne facciano carico tutte le forze politiche, in uno spirito collaborativo. Per tale motivo l’Italia, con tutta la necessaria gradualità annunciata già tre anni fa dal Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, onorerà l’impegno di portare al 2% del Pil le spese per la difesa”.

Sinistra Italiana

Il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Frantoianni, invece, ha asserito: “Mi interessa assai poco sapere se la nuova posizione di Conte e del M5S sul no all’aumento delle spese militari sia dettata dai sondaggi, come gli viene oggi imputato da chi autorizzava la vendita di armi italiane pochi anni fa al regime di Putin. So solo che nel merito è fondata e la condivido”.

Movimento 5 Stelle

Il senatore del Movimento 5 Stelle, Vincenzo Santangelo, ancora, ha commentato: “Grazie alla battaglia portata avanti in commissione, siamo riusciti a bloccare l’ordine del giorno voluto da Fratelli d’Italia e appoggiato anche dalle altre forze di maggioranza che prevedeva l’aumento immediato al 2% delle spese militari”.

I senatori del M5S Vito Crimi, Alberto Airola, Gianluca Ferrara, Gianluca Castaldi, Andrea Cioffi e la vicepresidente Paola Taverna, infine, hanno espresso soddisfazione e hanno diramato la seguente nota congiunta: “Portando in aula il decreto Ucraina senza relatore facciamo decadere gli odg collegati approvati in commissione. Abbiamo sgomberato il campo da confusioni strumentali tra cose scollegate tra loro. Abbiamo ristabilito la normalità di un iter legislativo che rischiava di essere dirottato e sviato su argomenti estranei al provvedimento in esame”.

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