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Svezia, foto con scheletri: accusata di masturbarsi con ossa umane
Esteri

Svezia, foto con scheletri: accusata di masturbarsi con ossa umane

necrofilia

In Svezia una donna conservava in casa ossa umane, e foto dove baciava e abbracciava degli scheletri. Sono diversi i casi di necrofilia nella storia.

Il fatto risale al 2012. A Goteborg, in Svezia, una 37enne è stata accusa di necrofilia e vilipendio ai cadaveri dopo che le autorità avrebbero rinvenuto nel suo appartamento un centinaio di ossa umane compresi sei teschi. La donna si proclamò innocente ma sono diversi i casi di necrofilia nella storia, anche recente.

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Ossa umane in casa

Nell’abitazione della 37enne furono sequestrati anche cd e dvd dai titoli piuttosto eloquenti, tra cui “La mia necrofilia” e “La mia prima volta”, come riportava all’epoca dei fatti il sito Göteborgs-Posten.

La polizia svedese inoltre avrebbe trovato alcune foto dove la donna baciava e abbracciava degli scheletri, alcuni dei quali forse immortalati nelle camere mortuarie dove la 37enne aveva il permesso di entrare. Gli inquirenti hanno quindi accusato la donna di utilizzare ossa umane per masturbarsi, anche se lei negava ogni accusa.

La donna sosteneva infatti di conservare in casa questi resti solo “per interesse storico”. Non è chiaro come si sia conclusa la vicenda, ma la donna rischiava fino a due anni di carcere.

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Che cos’è la necrofilia

La necrofilia è una perversione sessuale rara nella quale l’amplesso viene raggiunto mediante atti compiuti su un cadavere. In senso figurato, il termine può essere usato anche per descrivere i comportamenti di quegli individui che tendono ad annullare la volontà del partner riducendolo a un mero oggetto.

La necrofilia è una pratica eticamente e anche giuridicamente inaccettabile, e in alcuni casi è associata ad altre perversioni simili quali la necrofagia (il cibarsi della carne dei defunti) e di conseguenza il cannibalismo.

I casi più famosi

Uno dei casi pià celebri di necrofilia fu quello di Carl Tanzler, un medico tedesco naturalizzato statunitense che nel 1931 trafugò la salma di una paziente (di cui era innamorato), che tentò invano di curare. Tanzler conservò per anni la salma nella propria abitazione, detenendo il cadavere ricostruito nel suo letto.

La storia purtroppo ha avuto anche casi di serial killer necrofili, come quello di Ted Bundy che almeno dalla metà degli anni Settanta cominciò ad adescare giovani universitarie, stuprandole da vive e seviziando il loro corpo da morte.

L’uomo fu accusato di una 30ina di omicidi.

Ancor più famoso il caso del Il mostro di Milwaukee, Jeffrey Dahmer, che tra il 1978 e il 1991 uccise 17 ragazzi compiendo sui loro cadaveri atti di necrofilia, cannibalismo e smembramento.


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