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Donne arabe … “Per Israele”
Esteri

Donne arabe … “Per Israele”

Una è Shirin Shlian (foto in alto), 20 anni, soldatessa araba dell’esercito israeliano, l’altra è Miriam Yassin, 60 anni, palestinese, salvata da un soldato israeliano all’epoca della Guerra dei Sei Giorni.

Shirin milita nelle Forze di Difesa israeliane ed è originaria di un villaggio arabo della Galilea. Non ha un compito facile: deve incoraggiare i ragazzi delle scuole ad arruolarsi nelle unità combattenti israeliane. Anche i due fratelli della ragazza sono nelle Forze di Difesa dello Stato ebraico: il maggiore in un’unità di combattimento, un altro nelle polizia di frontiera.

“Molti arabi ed ebrei mi chiedono come mai mi sono arruolata nelle Forze di Difesa israeliane”, spiega Shirin, “specie gli ebrei quando sentono che sono araba e si stupiscono”. Diversi israeliani ebrei fanno anche il possibile per sottrarsi alla leva obbligatoria. Ma per questa ragazza araba è diverso: “Deve essere la buona educazione che ho ricevuto in famiglia. Sorrido a tutti e non litigo con nessuno”, dice lei.

Eppure i cittadini arabi-israeliani sono esentati dal servizio di leva, che comporterebbe andar contro ai “fratelli palestinesi”. Gli studenti si congratulano con lei per la sua decisione, presa parecchi mesi fa, di arruolarsi volontaria, ma dal canto suo Shirin dichiara: ““Non ho paura di nessuno e non ho mai ricevuto nessun tipo di minaccia.

Sono molto fiera del mio servizio militare. Avevo sempre desiderato entrare nell’esercito e dare il mio contributo alla difesa del mio paese”. E non è neanche la prima donna araba a fare questa scelta. Talvolta i media ci riportano qualche caso, che fa ben sperare per la coesistenza tra arabi e israeliani. D’altra parte “molti più arabi sono uccisi da altri arabi” rispetto a quanti ne vengono uccisi dall’esercito israeliano. Questo tiene a ricordare Elinor Joseph, prima soldatessa araba-israeliana.

Altro caso che getta un ponte per la pace in Medio Oriente è quello di Miriam Yassin, 60 anni, che vive in un villaggio palestinese con i suoi 9 figli e 26 nipoti. Aveva 15 anni nel 1967, anno della celebre Guerra dei Sei Giorni, quando rimase ferita e fu salvata, su richiesta di suo padre, da un giovane soldato israeliano di nome Hezi Erez. Non c’era tempo da perdere: Hezi non chiese l’autorizzazione a nessun superiore, mollò tutto e portò Miriam in ospedale.

Poi la ragazza palestinese e il soldato israeliano non si rivideri più: fino ad oggi.

“Pochi giorni fa ho raccontato questa vicenda a mio figlio”, dice Hezi, che attualmente ha 75 anni, “e lui ha detto che avrebbe voluto davvero conoscere la donna, anche se io non sapevo dove fosse e nemmeno se fosse ancora viva”. Così l’uomo si è messo in contatto con un quotidiano arabo locale e, con l’aiuto di un giornalista, ha potuto rintracciare Miriam Yassin. Quest’ultima spiega: “Non posso dimenticare come mi aiutò durante la guerra. Mi ha riportato in vita quando ero in condizioni disperate. Oggi sarei disposta a dare la mia vita per lui. Racconto sempre ai miei figli di come fossi rimasta ferita, e del giovane ebreo che mi salvò. Era ora che lo conoscessero da vicino”. Perchè “è raro che esistano persone come lui”. Sia Miriam che Hezi esprimono speranze di pace tra israeliani e palestinesi: “Bisogna convivere senza ammazzarsi. La nostra casa sarà sempre aperta per la famiglia di Erez.

Non lo dimenticherò mai”, dice lei, mentre lui risponde semplicemente: ” “Sono felice d’essere riuscito a rivedere la donna che ho salvato. Quello che feci è semplicemente una cosa umana. In fin dei conti, siamo tutti semplicemente esseri umani”.

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