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Doomscrolling, il fenomeno che ci rende più ansiosi e vulnerabili

Dalla pandemia fino alla guerra in Ucraina diventa sempre più massiccio il "doomscrolling", cioè un fenomeno che ci rende più ansiosi rispetto agli eventi

Il doomscrolling può essere dannoso per la salute mentale

Diventa sempre più massivo nelle società evolute il doomscrolling, il fenomeno che ci rende più ansiosi e vulnerabili e che tramite la tendenza a ricercare notizie negative sul web può avere ripercussioni anche serie sulla nostra salute. Perché esattamente di quello parliamo quando alludiamo al doomscrolling, ad una sorta di pulsione ossessiva cioè che ci porta a ricercare con pignoleria inquietante notizie negative sul web o sui social.

D’altronde il termine spiega il fenomeno: scroll da “scrollare”, cioè lo scorrere velocemente le notizie sui social e “doom”, che sta per “tragico accadimento” o “destino tragico”. 

Doomscrolling, il fenomeno che ci rende più ansiosi 

E ovviamente gli avvenimenti epocali di questi ultimi due anni e mezzo sono delle perfette “doom-news”, in primis la pandemia da covid e, dal 24 febbraio, i venti di guerra che dall’Ucraina sembrano soffiare su tutto il mondo occidentale.

Insomma, fra lockdown, mascherine, vaccini si o no, contagi, decessi, bombe, razzi, scenari atomici, morti e distruzione la nostra tendenza a cercare il negativo ha trovato un serbatoio di negatività planetarie a cui questa parte di mondo ormai non era quasi più abituata. E la concomitante e massiva presenza dei social hanno fatto il resto e creato il fenomeno.

Cosa può comportare il doomscrolling

Il doomscrolling può innescare un “sovradosaggio” di empatia, caratteristica umana spiccatissima che ci porta ad essere felici o tristi in base a ciò che soppesiamo intorno a noi, una sorta di “overdose” che va ad influire molto sull’umore ed a volte ha ricadute dirette sulla salute mentale, arrivando a pregiudicare la soglia di attenzione ed a creare situazioni di stress transitorio ma molto elevato.

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