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Draghi attacca: «La Bce lavora per l’Eurozona, non per Berlino»
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Draghi attacca: «La Bce lavora per l’Eurozona, non per Berlino»

Draghi attacca: «La Bce lavora per l'Eurozona, non per Berlino»
Draghi attacca: «La Bce lavora per l'Eurozona, non per Berlino»

Draghi attacca: «La Bce lavora per l’Eurozona, non per Berlino» Tassi bloccati ai minimi storici ma, anche e soprattutto una durissima stoccata alla Germania, con la difesa dell’autonomia della Bce, della sua indipendenza da tutti e da tutto.

Non si fa pregare Mario Draghi dopo le critiche dei tedeschi alla politica monetaria seguita della banca centrale e, al termine del board, mette subito le carte in tavola. «Lavoriamo per mantenere la stabilità dell’Eurozona, non di Berlino – dice con tono duro – perché noi obbediamo alla legge, non ai politici». Così lo “strappo” politico, dopo i continui attacchi di Berlino, contraria all’espansione del Qe e ai tassi sotto zero, fa passare in secondo piano la scelta tecnica di lasciare fermo il costo del denaro: il tasso principale rimane a zero, quello sui depositi bancari a -0,40% e quello di rifinanziamento marginale a 0,25%.

Draghi non solo conferma la linea, ma la rafforza: i tassi resteranno a questi livelli per lungo tempo, di certo oltre la fine del piano di acquisti nel settembre 2017.

Anzi potranno scendere ancora, così come potranno aumentare le munizioni del Qe. Da giugno 2016 scatteranno gli acquisti delle obbligazioni societarie, compresi quindi i titoli delle assicurazioni. Tutto per accelerare una ripresa fin troppo asfittica».

Arriva subito la contro replica della cancelliera tedesca Merkel «La Bce è indipendente nelle sue decisioni di politica monetaria, ma è legittimo per i tedeschi discutere del basso livello dei tassi di interesse» – dice Angela Merkel. Una difesa d’ufficio delle posizioni tedesche, quasi scontata visto che Draghi, in conferenza stampa, si toglie tanti sassolini dalle scarpe: «Per fortuna noi siamo indipendenti – ribadisce il numero uno della Bce – e continueremo con le politiche che riteniamo appropriate».

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