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Draghi favorevole alla tassa sulle multinazionali: “Passo storico verso equità e giustizia sociale”

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha commentato con favore l'accordo tra i ministri delle finanze del G7 sulla tassa per le multinazionali.

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A poche ore dall’accordo tra i ministri delle finanze del G7 sulla tassa per le multinazionali e le grandi imprese del tech il presidente del Consiglio Mario Draghi ha commentato con entusiasmo la decisione emersa dal summit, definendola un passo storico per una maggiore equità e giustizia sociale.

La nuova tassazione per le grandi imprese prevede un’aliquota minima globale del 15% applicata paese per paese, che secondo la segretaria del Tesoro Usa Janet Yellen: “Metterà fine alla corsa al ribasso nella tassazione aziendale, assicurando equità per i lavoratori negli Stati Uniti e in tutto il mondo”.

Draghi favorevole alla tassa sulle multinazionali: “Passo storico verso equità”

Nel commentare la decisione dei ministri delle finanze, Dragh ha dichiarato: “Saluto con grande soddisfazione l’accordo sulla tassazione delle multinazionali raggiunto oggi a Londra dai ministri delle finanze del G7.

È un passo storico verso una maggiore equità e giustizia sociale per i cittadini.

Parere favorevole anche da parte del ministro dell’Economia Daniele Franco, che nell’illustrare l’accordo ha spiegato: “La proposta si basa su due pilastri: un’aliquota minima di almeno il 15 per cento per tutte le multinazionali e l’intenzione di tassare il 20 per cento della quota eccedente il dieci per cento dei profitti nei Paesi in cui vengono realizzati”.

Draghi favorevole alla tassa sulle multinazionali: il comunicato dei ministri delle finanze del G7

Nel comunicato diramato dai ministri delle Finanze del G7 dopo aver raggiunto l’intesa di ieri recitava: Ci impegniamo a raggiungere una soluzione equa sull’assegnazione dei diritti di tassazione, con i paesi di mercato assegnati diritti di tassazione su almeno il 20% dei profitti che superano un margine del 10% per le imprese multinazionali più grandi e che generano più profitti”. L’intesa è giunta sulla spinta delle iniziative portate avanti dall’amministrazione di Joe Biden negli Stati Uniti, che poco dopo il suo insediamento aveva chiarito l’intenzione di voler introdurre una tassazione per le grandi multinazionali.

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