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Droga tra Olanda e Italia: operazione della polizia per smantellarne la rete. 14 arresti

Traffico di droga sgominato tra Olanda e Italia: la collaborazione tra la polizia italiana e quella olandese ha smantellato la rete e arrestato 14 persone.

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Maxi operazione degli uomini della direzione della squadra mobile di Firenze. Gli uomini della polizia hanno effettuato all’alba un’operazione volta a sventrare una rete internazionale dedita al traffico di stupefacenti. L’operazione ha visto coinvolti anche gli uomini la collaborazione dei colleghi della polizia olandese.

La droga viaggiava dai Paesi Bassi e giungeva qui in Italia dove veniva rivenduta e pronta per essere immessa nella rete della distribuzione criminale. La centrale da cui il traffico di stupefacenti partiva si sospetta fosse l’Albania e giungeva in Italia tramite l’Olanda. I beneficiari dei proventi della droga reinvestivano il denaro aumentando il giro della prostituzione.

Operazione anti droga

L’operazione è stata condotta di concerto con le autorità olandesi.

A coordinare la cooperazione internazionale tra le forze di polizia, la Procura della Repubblica di Firenze e le autorità giudiziarie dei Paesi Bassi. L’operazione ha portato a 14 arresti. Per loro l’accusa è di spaccio internazionale di sostanze stupefacenti. Sequestrata quasi una tonnellata di roba. Le operazioni congiunge della polizia hanno permesso inoltre lo smantellamento dell’associazione criminale. Associazione specializzata nel traffico e nella rivendita della droga sul circuito italiano.

Al momento non si sa molto altro sui particolari dell’operazione. Le autorità hanno detto che forniranno maggiori informazioni in conferenza stampa. Questa si terrà oggi verso le ore 10.30, presso la sala Dionisi della Questura di Firenze. presenzieranno la conferenza stampa il questore, il Procuratore della Repubblica di Firenze e i colleghi della polizia e della magistratura olandese.

Un caso simile

A distanza di pochi giorni, questo maxi-sequestro di droga ben si ricollega a un altro caso analogo avvenuto nel napoletano.

L’operazione della polizia di stato soprannominata “Smoke Snake” (in italiano suonerebbe “serpente di fumo“). Il traffico intercettato nella città partenopea partiva sicuramente dall’Albania, ritenuta da parecchio tempo ormai, la piazza di spaccio dell’intera Europa. Dal paese balcanico (e dal Kosovo soprattutto) partono le maggiori linee di traffici illeciti che investono il Vecchio Continente. Armi, prostituzione, macchine rubate, esseri umani e organi. I proventi ricavati da questi traffici illeciti spariscono nel nulla, se ne perdono traccia e non si sa cosa vadano a finanziare o a cosa possano servire.

Anche l’anno passato, nel 2016, nell’operazione “Toka Jone” tra gli arrestati si erano registrati un gran numero di albanesi, affiliati a famiglie mafiose. Un’operazione durata poco più di un anno e che aveva scoperto una rete di distribuzione capillare che da Milano allungava le mani sul territorio nazionale. Una lotta contro un cancro che si rigenera continuamente nonostante le autorità taglino tutte le teste che riescono a trovare. Poco invero si conosce pubblicamente delle famiglie e dei clan che compongono la mafia albanese e dei legami che queste intrattengono con il nostro Paese. L’ipotesi degli inquirenti è che queste siano legati alle famiglie della Sacra Corona Unita (il nome della mafia originaria della Puglia) da una serie di legami di sangue, stabiliti attraverso una politica matrimoniale.

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