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Due donne con 160 auto intestate e due società smascherate a Verona

Stratagemma smascherato dal fiuto degli investigatori e all'applicazione di banche dati Giano: due donne di Milano con 160 auto intestate e due società

Ad operare Polizia Locale di Verona e Carabinieri

Due donne con 160 auto intestate e due società smascherate a Verona, dove Polizia Locale e Carabinieri decapitano un’organizzazione che usava i veicoli per furti e rapine e mandano a processo una coppia di insospettabili. Gli agenti ed i militari di San Giovanni Lupatoto hanno indagato anche grazie all’applicazione di banche dati Giano ed hanno individuato due donne di Milano.

Entrambe erano prive di reddito ed una abitava in un appartamento di edilizia pubblica. Ebbene, in barba alla loro povertà sono risultate intestatarie di un parco auto spaventoso e di due società. 

Due donne con 160 auto intestate

Ma come funzionava? Un’organizzazione dedita a furti e rapine in casa utilizzava quei veicoli, uno dei quali era stato fermato per un controllo. Gli agenti avevano scoperto documenti e una chiavi di altre auto, e fra il cartaceo c’era “un certificato di proprietà intestato a una 50enne milanese, i cui veicoli erano stati già visti circolare in zone dove, successivamente, si erano verificati furti in abitazione”.

Insomma, c’era una vera rotazione ed alle due donne “venivano intestati uno o due veicoli al giorno, fino a 160, molti dei quali in fermo fiscale e sottoposti a divieto di vendita”.

Dati incrociati e lista di auto e reati collegati

Agli agenti è bastato incrociare i dati con quelli dell’Ufficio Intestazioni Fittizie della Procura di Milano e si sono trovati davanti la lista auto e quella dei reati collegati.

Reati come “false attestazioni e resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione, porto ingiustificato di armi e di oggetti per lo scasso”. Dopo il blocco anagrafico per le due donne i veicoli sono stati posti sotto sequestro e le due indagate per truffa e rinviate a giudizio

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