×

«E’ Rom. Anche se non va a scuola non la togliamo alla famiglia». Questa la decisione del Tribunale dei Minori

È shock per la sentenza che definisce che un piccolo rom senza scuola non subisce “un pregiudizio”, è solo il suo “normale modo di vita”. Questo, in sintesi, sostiene la Corte d’Appello di Bologna, rispondendo alla Procura dei Minori che le chiedeva di affidare una bambina ai servizi sociali per darle una vita migliore in comunità. E la decisione fa molto discutere.

È giusto togliere un figlio ai genitori perché non lo mandano a scuola? E la “condizione rom” esime dal dover frequentare la scuola dell’obbligo? La bambina in questione ha dodici anni e vive in un campo alla periferia di Parma. In prima media andava a scuola un giorno sì e due no. Sono intervenuti gli assistenti sociali, al campo c’è stata anche la Polizia municipale, che ha accertato le “pessime condizioni igieniche” in cui viveva, oltretutto con una famiglia spesso in conflitto con la giustizia.

La sezione della Corte d’Appello, presieduta da Vincenzo De Robertis, con due giudici togati e due laici esperti, ha così confermato e motivato: “La condizione nomade e la stessa cultura di provenienza non induce a ritenere la sussistenza di elementi di pregiudizio per la minore”.
Non sono provati “comportamenti dei genitori che non siamo riferibili al normale
modo di vita per condizione e per origine”.
Quindi, per la Corte, non mandare a scuola la figlia e farla vivere in condizioni igieniche precarie non rappresenta quindi un “pregiudizio” sufficiente.

La dicisione è destinata a fare giurisprudenza, oltre che a fare discutere.

Scrivi un commento

300
Caricamento...

Leggi anche