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Ecco il minimarket degli sciacalli, i soldati russi vendono il bottino di guerra rubato a Kiev

A Narovlya va in scena la mistica orribile del saccheggio, ecco il minimarket degli sciacalli con i soldati russi che vendono il bottino di guerra

Una sconcertante immagine del "minimarket" degli sciacalli

Esiste anche un minimaket degli sciacalli, con i soldati russi che senza alcun pudore vendono il bottino di guerra rubato a Kiev: in una città della Bielorussia è nato un vero commercio abietto e parallelo di tv, giocattoli e lavatrici. La differenza fra ricordo di guerra e bottino, fra feticismo militare ed abiezione, sta tutta nelle immagini che arrivano dalla città bielorussa di Narovlya, subito dopo il confine con l’Ucraina.

Lì i soldati della Russia hanno aperto un vero e proprio bazar. Lì, a poche centinaia di chilometri da dove hanno strappato quegli oggetti da mani già morte per colpa dei loro fucili, alcuni militari di Mosca raccolgono e vendono le merci saccheggiate nelle abitazioni dei civili. 

Ecco il minimaket degli sciacalli

E l’offerta è vasta quanto l’orrore che l’ha prodotta: frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, gioielli, opere d’arte, cosmetici, giocattoli, auto, bici, moto, tappeti, piatti, posate, scarpe e vestiti.

Il Messaggero spiega che gran parte della merce viene inviata in Russia utilizzando anche il servizio di consegna espresso russo Sdek, che ha un ufficio in Bielorussia “ed è contento di avere l’opportunità di migliorare il fatturato”. Anche le mogli sono coinvolte in questo “minimarket degli sciacalli”: ordinando con video chiamate e in un certo senso “indirizzano”, come già comprovato anche da telefonate intercettate, i saccheggi dei loro mariti, fidanzati e compagni in divisa. 

“Nostra figlia ha bisogno di un pc, rubalo”

Solo qualche giorno fa una di esse aveva detto al marito che la figlia stava per andare a scuola e che bisognava “assolutamente rubare un computer”. Il progetto “MotolkoHelp” ha pubblicato il video di una delle compagnie di corrieri di Mozyr e fa presupporre che gli oggetti siano rubati. E il Ministero della Difesa ucraino ha scritto: “Non tutti i trofei militari raggiungono la Russia. Centinaia di auto con bottino dalla periferia di Kyiv – dai giocattoli per bambini, tappeti alle lavatrici, sono state prese in consegna negli ultimi giorni dalle truppe russe in ritirata”.

E dove fossero finite lo si è capito guardando le foto del minimarket degli sciacalli.

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