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Ecco perché il cambiamento climatico sarà disastroso per l’Italia

Ecco perché il cambiamento climatico sarà disastroso per l’Italia: innalzamento delle temperature e del livello dei mari, malattie e incendi disastrosi

Un Canadair in azione

Perché il cambiamento climatico denunciato dal recentissimo report Onu sarà particolarmente disastroso per l’Italia? Lo spiega bene un dato, dato per cui l’area del Mediterraneo è al centro esatto, nel punto di massima epifania dei cambiamenti drammatici già censiti un anno fa e indotti dall’antropizzazione su un pianeta stanco.

Solo ieri, il 9 agosto, l’Onu ha pubblicato lo step iniziale del Sesto Rapporto di Valutazione. Lo ha messo a punto il Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici ed ha tirato fuori un report esaustivo ed inquietante proprio per la sua altissima attendibilità scientifica.

Cambiamento climatico disastroso per l’Italia: il nostro è un paese più a rischio

E il sunto è che c’è una catastrofe climatica che incombe, che l’attività umana l’ha incentivata al punto di non ritorno e che la produzione smodata di anidride carbonica degli ultimi 50 anni sono la marcia funebre del pianeta.

I numeri non mentono: nel 2019 i livelli di CO2 atmosferici erano i più alti degli ultimi 2 milioni di anni. Nell’ultimo mezzo secolo l’aumento della temperatura è stato più massivo che negli ultimi 2 mila anni. E ancora, che negli ultimi 10 anni i mari si sono innalzati tre volte in più dello standard precedente. Questo per quanto riguarda il mondo, ma perché l’Italia se la rischierebbe di più di un pianeta già al collasso?

Disastroso cambiamento climatico per l’Italia, la “questione Mediterraneo”

La risposta sta nelle peculiarità dell’aerale Mediterraneo. La sua posizione geografica lo rende punto “caldissimo fra i punti caldi” in tema di riscaldamento globale. Nei prossimi anni è previsto un aumento del 20% del riscaldamento. E in un’area dove le estati sono già di loro calde, siccitose e caratterizzate da incendi disastrosi l’incentivo non è da statistica, ma da tragedia vera. Si parla cioè di fenomeni già seri che saranno amplificati con conseguenze drammatiche su ambiente, flora, fauna e salute delle popolazioni.

Ecco i rischi principali per il Mediterraneo e per l’Italia: innalzamento del livello del mare, “perdita di biodiversità, alterazioni nel ciclo dell’acqua, dalla siccità, dagli incendi boschivi, dalla produzione alimentare, dalle ondate di calore estreme e dalla diffusione di vettori di malattie”. Quali malattie?

I motivi e i vettori del cambiamento climatico disastroso per l’Italia: malattie tropicali e incendi

Soprattutto quelle portare dalla zanzara che nelle sue specie tropicali andrebbe a trovare a casa nostra una nuova casa: la zanzara della febbre gialla (Aedes aegypti), vettrice di malattie alla stregua della di dengue, chikungunya, Zika e altre ancora. Le altre piaghe? Carenza di acqua, carestie, alluvioni sempre più frequenti e un aumento significativo di ondate di calore estremo potenzialmente fatali. Il calore catalizza gli incendi dunque e con l’aumento delle temperature il tasso di distruzione potrebbe aumentare del 200%. E la coste? L’Italia ne ha oltre 8mila chilometri e il livello del mare entro il 2100 potrebbe aumentare fino a 2 metri a causa dello scioglimento dei ghiacci.

Cambiamento climatico disastroso per l’Italia: Venezia sott’acqua in meno di un secolo

Gli effetti? Venezia e la pianura Pontina sono in pole position per finire ai pesci e la più parte delle spiagge scomparirebbe assieme alla macchia mediterranea. Antonio Guterres, segretario generale dell’ONU, ha detto che il nuovo rapporto dell’IPCC deve “suonare una campana a morto per il carbone e per i combustibili fossili, prima che distruggano il nostro pianeta”.

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