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Ecco quanti sono i profughi ucraini che l’Italia può ospitare

Da stanziare ci sono 400 milioni per puntellare il Terzo Settore e creare una rete di accoglienza: ecco quanti sono i profughi ucraini in Italia

Nel Decreto energia anche le norme sui profughi da ospitare

Su quanti siano i profughi ucraini che l’Italia può ospitare si è dibattuto molto in questi giorni, tuttavia numeri reali, protocolli organizzativi e capacità del paese sono contenuti nel Decreto Energia approvato all’unanimità dal governo presieduto da Mario Draghi. I rifugiati giunti finora in Italia sono 53.669.

Il Viminale dice che 27.429 sono donne, 4582 sono uomini e 21.658 sono minori. Si tratta di cifre che saliranno in base ad una stima europea che fissa a 5 milioni il numero di cittadini ucraini che scapperanno dalla guerra scatenata dalla Russia di Putin

Quanti profughi ucraini per l’Italia

Il premier Draghi ha parlato dal canto suo di “numeri incerti” ed ha indicato le città di maggiore affluenza: Milano, Roma, Napoli e Bologna.

Il ministro dell’economia Daniele Franco ha dato poi le cifre operative: “Pensiamo di stanziare 400 milioni per i profughi provenienti dall’Ucraina, un quarto destinati ai servizi sanitari per chi entrerà in Italia e poi, a lato, stanziamenti per il sistema dell’istruzione per proseguire l’anno scolastico ma anche per accogliere nuovi eventuali alunni”. E i fondi? Rafforzeranno il Terzo Settore, come precisato da Roberto Garofoli, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri: “Si prevede uno stanziamento per l’assistenza sanitaria dei cittadini ucraini”. 

Posti letto fino ad 83mila unità potenziali 

I posti letto previsti in potenzialità sono 83mila, con una rete che vedrebbe 8mila rifugiati nei Centri di accoglienza straordinaria e nelle strutture del “Sistema di accoglienza integrata”. Palazzo Chigi poi autorizza la Protezione civile a definire ulteriori forme di accoglienza. Comuni, enti del Terzo settore, Centri di servizio per il volontariato, associazioni ed enti religiosi civilmente riconosciuti diffusa se ne occuperanno per un massimo di 15mila persone, fino al 31 ottobre 2022.

La Protezione civile poi definirà ulteriori forme di sostentamento per 60mila persone, titolari della protezione temporanea approvata dal Parlamento Europeo, che abbiano trovato autonoma sistemazione, per un massimo di tre mesi dall’arrivo in Italia.

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