Aspettando il PKMF 2018, l'autobiografia di Philip Kotler
Aspettando il PKMF 2018, l’autobiografia di Philip Kotler
Economia

Aspettando il PKMF 2018, l’autobiografia di Philip Kotler

Philip Kotler
Philip Kotler

Dai benefici della Corporate Social Responsibility a "Marketing: il viaggio di una vita", l'autobiografia di Philip Kotler raccontata da Andrea Grassi

In una location suggestiva e dal design moderno ed elegante, presso la Microsoft House, venerdì 16 novembre 2018 si è tenuto il primo appuntamento di Aspettando il PKMF 2018. Per l’occasione sono stati proposti i temi e i contenuti della IV edizione del Philip Kotler Marketing Forum, che si terrà a Bologna il 30 novembre e il 1 dicembre 2018. La serata dedicata alla presentazione dell’autobiografia del Prof. Kotler, “Marketing: il viaggio di una vita”, edita in Italia da Ekis Edizioni, è stata ricca di spunti e incontri interessanti, per marketer e non solo. Fil rouge dell’incontro è il tema della Corporate Social Responsibility (CSR), un argomento caro al Professore, tanto da avergli dedicato un intero capitolo del volume.

Gli ospiti della serata

Ad aprire l’incontro Marco Raspati, Ceo di Nexo Corporation Main Partner del PKMF e Presidente dell’Italian Marketing Foundation. Fondamentali gli interventi di Raspati circa il lean marketing, capace di abbracciare un ideale di business sostenibile. Condivisione e molteplicità di competenze all’interno dell’azienda sono per lui la chiave di successo di una società.

All’evento presso la Microsoft House, ha illustrato il nesso tra la serata e il PKMF. L’obiettivo del Forum, ha spiegato, è quello di fare del marketing strategico un vettore per l’evoluzione della cultura manageriale.

Poi l’intervento di Sabina Addamiano, traduttrice e curatrice dell’edizione italiana dell’autobiografia di Kotler. È consulente professionale di comunicazione e marketing e content strategist. Lavora con istituzioni pubbliche, imprese, organizzazioni non profit sulla base di una cultura umanistica ampliata da studi di marketing, comunicazione digitale e management culturale. Attualmente detiene la cattedra presso l’Università degli Studi Roma Tre.

All’incontro ha descritto l’autobiografia di Kotler come edizione completamente peculiare, frutto di un inteso lavoro finalizzato a contestualizzare il pensiero dello studioso rispetto alla cornice italiana. Sul valore formativo di “Marketing: il viaggio di una vita” si è espresso anche Andrea Grassi, Co-fondatore di Be srl ed Ekis Edizioni srl.

Sul tema della CSR, è stato illuminante il contributo portato da Kelly Russell, Direttore Generale Fondazione Riccardo Catella e Managing Director, Marketing, che si fa portavoce di uno slogan fondamentale: “Partecipare è condividere”. Barbara Cominelli, Direttore Marketing & Operations Microsoft Italia, ha mostrato attraverso il progetto Ambizione Italia come la CSR e il business possano coincidere in una visione a lungo termine attraverso percorsi di tecnologia inclusiva e abilitante, coinvolgendo anche le più giovani generazioni.

L’intervento di Giuseppe Stigliano, autore con Kotler del libro “Retail 4.0”, edito da Mondadori, ha consentito di approfondire le sorti future del Retail e i principi che lo guidano nell’era digitale.

Ekis Edizioni

The Coaching Company. Una passo importante per il gruppo che da anni fa formazione sulla crescita personale e professionale. Con i testi pubblicati si vogliono offrire strategie, soluzioni e punti di vista nuovi, applicabili in ogni ambito della vita.

Ekis edizioni, una casa editrice nuova e giovane, innovativa e avanguardista. Tra i macroargomenti trattati, tra comunicazione e sviluppo, c’è il tema dell’evoluzione del business e del marketing.

Philip Kotler

L’incontro con Andrea Grassi

Un onore chiacchierare con il co-fondatore della società, Andrea Grassi. È nelle mani della sua casa editrice che è stato affidato il compito di divulgare in Italia l’autobiografia del professor Philip Kotler, padre del marketing moderno.

“Poter pubblicare questo libro è un grandissimo onore, l’idea di creare la casa editrice è nata l’anno scorso. A un certo punto tutte le cose convergono: noi siamo molto impegnati e crediamo fortemente che le persone per ottenere risultati migliori devono sapere cose migliori e avere migliori informazioni. Da sempre quindi ci siamo occupati di “coaching” e per questo abbiamo deciso di aprire una casa editrice, che estendesse la nostra mission, cioè essere risorsa e dare valore ad altre persone”, ha spiegato.

Vogliamo dare voce a chi ha cose interessanti da dire. Come spesso succede nella vita e nella vita delle aziende le strade convergono: siamo stati partner del Philip Kotler Marketing Forum e quando è nata l’opportunità di pubblicare il suo libro abbiamo approvato l’idea, nonostante la nostra collana si occupasse esclusivamente di coaching”. Quindi ha sottolineato l’importanza di una simile pubblicazione: “Avere un libro del Professore è un onore e abbiamo scoperto che in realtà è coaching. La storia di vita che c’è in questo testo credo che sia un grande strumento di coaching, per un professionista, per un appassionato e un marketer. Tutto si è incastrato perfettamente“.

Philip Kotler

La responsabilità sociale d’impresa

“Dipende dalle scelte che un’impresa fa. E queste dipendono dalle persone che compongono quell’impresa. Nella nostra attività di coaching credo ci sia tantissima responsabilità nel lavorare con l’individuo per farlo stare meglio e vivere con lui per ottenere più piacere e successo personale. Tutto questo si va a fondere molto bene insieme”.

Quindi, interpellato sulla difficoltà per un’azienda a perseguire un valore sostenibile in un contesto iperindustrializzato e mosso da mere logiche di profitto, ha spiegato: “Un individuo che ha una mente illuminata può prendere decisioni illuminate. La responsabilità sociale oggi è fondamentale”.

Il suo giudizio su Philip Kotler

“Tantissime persone parlano di marketing: Philip Kotler è il marketing”.

Interpellato circa le implicazioni apportate dalle ricerche del Prof. Kotler, ha commentato: “Credo abbia influenzato il presente del marketing e influenzerà il suo futuro. Tutti coloro che si occupano di marketing sono passati per i suoi insegnamenti e per ciò che il professore ha concepito e strutturato. Dire che è il padre del marketing moderno è probabilmente la definizione migliore: è lui la persona che più di tutte ha reso possibili e fruibili ai più le nozioni di marketing”.

Dai consigli alle strategie di successo

“Credo che in tutte le discipline che sono a metà tra scienza e arte sia fondamentale passare dalle basi”. Poi l’esempio più concreto: “Se Fontana è arrivato a concepire il taglio della tela non è una scelta nata all’improvviso, ma è frutto di un percorso che parte dalle basi. E questo vale da sempre in moltissime altri settori”.

Quindi il giudizio sul nostro presente storico: “Oggi sempre più persone sono alla ricerca di scorciatoie e si addentrano in cose avanzate senza padroneggiare le basi”. Poi il suggerimento: “Mi sento di consigliare alle persone che vogliono fare marketing oggi di studiare le basi. È vero che il marketing di oggi è diverso, ma determinati concetti fondanti e fondamentali sono le basi. E se queste sono assenti ciò che costruisci sopra sarà piccino. Non puoi fare qualcosa di grande, altrimenti collasserebbe su sé stesso”.

“Per tutte le attività credo che la strategia del successo sia avere un marketing forte”. Quindi l’esempio: “I libri vengono definiti best seller: è importante scrivere bene, ma i libri devono anche essere venduti. Quindi credo che dietro ogni tipologia di progetto editoriale, anche dietro una casa editrice, debba esserci un’efficace strategia di marketing, così che il prodotto arrivi a chi lo vuole”.

L’incontro con Sabina Addamiano

Traduttrice e curatrice de “Marketing: il viaggio di una vita”, l’autobiografia di Philip Kotler, Sabina Addamiano ha esposto ai nostri microfoni le sue considerazioni circa gli studi del professore e ha confidato dettagli interessanti e affascinanti inerenti al rapporto professionale e d’amicizia che li lega. Ha consentito di approfondire e svelare l’animo di quel “Bambino assolutamente curioso”, come lo ha definito Marco Raspati.

Un lavoro davvero appassionate. In un rapporto diretto con il professor Kotler, in un volo andata-ritorno in un solo giorno, Perugia-Oslo, lui come sempre ha preso appunti mentre io parlavo. Alla luce di questa conoscenza, per me è stato molto facile entrare in sintonia con questo testo e aprire un dialogo con lui sulle parti del testo più delicate, per esempio quelle in cui espone le sue considerazioni politiche circa la svolta dell’America dopo l’entrata in gestione dell’amministrazione Trump o quelle riguardanti la sua personale opinione sul rapporto tra democrazia e capitalismo”.

Poi la descrizione dell’intenso lavoro svolto per la traduzione del libro: “Dal punto di tecnico posso dire di avergli mandato 30 pagine di dubbi lessicali e terminologici per precisare al meglio i suoi pensieri. E lui, come sempre mostrando grande professionalità, mi ha approvato nel 99% dei casi le soluzioni linguistiche da me proposte. È stata per me una grande soddisfazione. È stato un bellissimo lavoro comune”. Poi ha spiegato che l’editore le ha dato una grande libertà, sia nello sviluppare con ampiezza un’introduzione al testo sia per eliminare un capitolo poco adatto ai lettori italiani, “perché da aggiornare, essendo inerente alla riforma sanitaria dell’amministrazione americana. Si trattava di un tema tecnico e anche molto arido”. Della libertà offerta dalla casa editrice, la professoressa Addamiano, docente all’Università Roma Tre, si è detta “molto grata”.

Philip Kotler

“Le curiosità sull’uomo Kotler”

Non solo docente, personaggio, studioso e professionista. “È un appassionato collezionista di vetri d’arte, di tsuba, di piccole sculture giapponesi attaccate alla cintura del kimono per agganciare il borsellino. Tutti questi piccoli gusti, queste sue piccole capacità di godere di aspetti della vita che la riempiono di bellezza mi hanno consentito di conoscere a tutto tondo la figura di un professionista e studioso che è prima di tutto uomo”.

Poi la conferma di quanto detto da Raspati: “È un uomo caratterizzato da una curiosità pressoché inesauribile per tutte le forme di manifestazione dell’intelligenza umana”.

Gli studi del professore

“È il grande sistematizzatore del marketing”. Così Sabina Addamiano ha definito Kotler. Le numerose definizioni e accezioni date al marketing sono tutte declinazioni delle intuizioni fondamentali di Philip Kotler, ci spiega la professoressa dopo essere stata interpellata circa gli sviluppi e le implicazioni che hanno apportato (e continuano ad apportare) gli studi del padre del marketing moderno.

Nel ‘67 Kotler era stato lungimirante, considerando il marketing un “fenomeno sociale”, che cambia con il cambiare della società, degli atteggiamenti, dei gusti e delle preferenze di consumatori, cittadini ed elettori. Il marketing, in tal senso, emerge quindi in tutta la sua vitalità e nel suo essere strumento di supporto per uno sviluppo capitalistico della società.

“Indubbiamente il marketing è uno degli utensili più rilevanti. La grande intuizione di Kotler è stata un’intuizione sistematica”, ha spiegato. Quindi ha aggiunto: “Ha legato marketing e management. Quindi capacità di organizzare l’impresa come sistema complesso per orientarsi alla implementazione e gestione di una visione orientata al marketing”.

La Corporate Social Responsibility

“Il tema fondamentale è quello dell’identità”, ha commentato l’Addamiano in seguito alle considerazioni esposte durante l’incontro.

“Le imprese devono interrogarsi sulla propria cultura e sugli aspetti di responsabilità. In ogni azione, relazione e attività di un’azienda bisogna integrare il concetto di responsabilità sociale, ambientale e di governance. Credo che le imprese possano lavorare molto su questo filone. Per il nostro Paese è necessario veicolare queste idee e questi stimoli alle piccole e medie imprese e alle start-up, meno collocate in uno scenario dove questi temi sono all’ordine del giorno. Dovrebbero riflettere di più sul fatto di fare impresa in questo modo”. Poi la conclusione, che è di buon auspicio: “I millenials mi inducono ben sperare”.

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Asia Angaroni 855 Articoli
Leva 1996, varesotta di nascita milanese di adozione. Dall’amore per la stampa e la verità alla laurea in Comunicazione. Amante della letteratura e dell’arte, alla ricerca costante di sapienza e cultura. Appassionata di cronaca sportiva e di inchieste, desiderosa di fare della parola il proprio futuro.