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Tav, Confindustria e Medef dicono sì: industriali a favore
Economia

Tav, Confindustria e Medef dicono sì: industriali a favore

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Industriali italiani e francesi a favore della Tav. Toninelli: "Le risorse vanno impiegate nella manutenzione di infrastrutture"

Gli industriali italiani e francesi si sono detti determinati a sostenere il completamento della rete Ten-T, in particolare “la linea ad alta velocità Torino-Lione, anello mancante del corridoio Mediterraneo”. E’ quanto si legge nel documento finale redatto da Confindustria e Medef al termine del forum economico di Versailles. Il ministro Tria vede uno spiraglio di luce: “Credo che il governo stia andando verso quella direzione”. Da Palazzo Chigi, però, arriva la smentita sia sul sì di Conte, sia sulla richiesta di supplemento di analisi sull’opera.

Toninelli: “Mi sento responsabile”

“Ci sono posizioni differenti nel governo ma credo che ci sarà un’evoluzione positiva – ha detto Tria -. Del resto c’è una legge su questo, e per cambiare ci sarebbe bisogno di un’altra legge, ma non credo sarà così”. Nel frattempo Toninelli ha ribadito il no del Movimento 5 Stelle. “La Tav può anche servire e sono felice se dopo il 2070 servirà, ma io sono il ministro delle infrastrutture e mi sento responsabile se domani crolla un altro ponte e muore qualcuno, perché avrei potuto impegnare le risorse della Tav per fare manutenzione“.

Il ministro ha poi proseguito: “Voglio impegnare le risorse della Tav per fare molto meglio di una galleria che sarà pronta tra 15 anni e che forse darà benefici solo dopo il 2070”.

L’Italia pagherebbe il 60%

Toninelli, nel suo intervento, ha poi parlato dei costi che l’Italia dovrebbe affrontare nella costruzione della Tav, insieme alla Francia. “Della galleria di base, l’Italia pagherebbe il 60% perché la tratta francese è più ampia di quella italiana e non è finanziata fino al 2038″. Quindi, ha proseguito, “stiamo pagando per la Francia una galleria di 57 km, di cui 45 km in territorio francese e 12 in quello italiano. E la stiamo pagando quasi tutta noi, perché loro devono fare un investimento enorme fuori e non lo stanno facendo”. “Penso che i politici che ci hanno preceduto – ha concluso – dovrebbero vergognarsi di aver impegnato soldi che magari potevano essere messi per la manutenzione di infrastrutture come il ponte di Annone per non farli crollare in testa a una persona”.


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