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Il governo del debito: una voragine da 6 miliardi al mese
Economia

Il governo del debito: una voragine da 6 miliardi al mese

Il governo del debito pubblico
Il governo del debito pubblico

I dati di Unimpresa parlano di un aumento del debito di 71 miliardi nei 12 mesi a cavallo tra i governi Gentiloni e Conte.

Si è presentato agli elettori come il governo del cambiamento, ma quello di Giuseppe Conte sembra meritare più l’appellativo di governo del debito. A dirlo è Repubblica, che ha reso note le vertiginose cifre del debito pubblico italiano da quando Lega e M5S si sono insediati a Palazzo Chigi. I dati raccolti da Unimpresa rivelano che da gennaio 2018 a gennaio 2019 (dunque, durante i mesi in cui si sono alternati i governi Gentiloni e Conte) il debito pubblico è aumentato di 71 miliardi, corrispondenti a un incremento del 3,1% e a un ritmo di 6 miliardi al mese. Significa, in altri termini, che ogni cittadino italiano è attualmente indebitato per un totale di 38mila euro. Cifre quasi doppie rispetto ai 12 mesi precedenti, in cui si era registrata una spesa pubblica di 35 miliardi.

Unimpresa: “Politica non efficace”

Claudio Pucci, vicepresidente di Unimpresa citato da Wall Street Italia, punta il dito contro le scelte dell’attuale governo: “Cresce il debito e rallenta l’economia.

Vuol dire che le scelte del governo di Giuseppe Conte, e in parte di quello precedente guidato da Paolo Gentiloni, non sono efficaci. Si spende di più ai danni delle finanze pubbliche, ma i benefici non vengono trasmessi alla cosiddetta economia reale. L’analisi del debito ci consente di giudicare le scelte di politica economica, di capire come valutano gli investitori stranieri e di valutare il futuro. La sensazione è che si punti a ottenere consenso a breve termine e si stiano sacrificando misure di lungo respiro”.

Dati che non possono essere ignorati, soprattutto a così breve distanza dalla scadenza del varo del Def e dal rilascio dei consuntivi dell’Istat, previsto per il 3 aprile. Ma mentre il Ministero dell’Economia e il suo rappresentante, Giovanni Tria, devono cercare di abbassare il debito e di risanare le casse dello Stato, Lega e Movimento puntano a ottenere nuove risorse per provvedimenti quali il decreto banche e la flat tax.

Fmi: “Evidenti vulnerabilità”

A manifestare preoccupazione non sono solo i tecnici del Mef, ma anche gli osservatori e i mercati internazionali.

David Lipton, “numero due” del Fondo Monetario Internazionale, non ha nascosto che l’economia italiana presenta “evidenti vulnerabilità” e ha stimato una nuova contrazione del mercato italiano nel primo trimestre del 2019. Negli stessi giorni si è inoltre registrata una nuova crescita dello spread, che ha superato i 250 punti base.


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Lisa Pendezza
Classe 1994, nata e cresciuta in provincia di Monza e Brianza. Dopo il diploma di liceo classico mi sono laureata a pieni voti in Lettere moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ho conseguito la laurea magistrale in Lettere moderne, con 110 e lode, presso l’Università degli Studi di Milano. Durante il mio percorso accademico, mi sono avvicinata al mondo del giornalismo attraverso il team di Notizie.it, passando da un iniziale stage curriculare a una collaborazione, fino a entrare a far parte della redazione. Ho collaborato con la rivista cartacea Viaggiare con gusto per la pubblicazione dell’articolo Viaggio in Puglia, nell’aprile 2019.