Perché e quando ricorrere all’equity crowdfunding
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Perché e quando ricorrere all’equity crowdfunding

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La nuova modalità di finanziamento si chiama equity crowdfunding e permette di diventare socio investitore di un’azienda.

Il termine inglese crowdfunding, tradotto in italiano con l’espressione finanziamento collettivo, è composto dalla parola crowd, che significa “folla”, e dalla parola funding, che è l’equivalente di “finanziamento”. Rispetto alle precedenti modalità di finanziamento, questa ha rivoluzionato completamente il settore, dando il proprio contributo alla rivoluzione digitale anche in questo ambito: del resto, l’utilizzo di piattaforme autorizzate per poter da una parte finanziare e dall’altra raccogliere somme di denaro, ha apportato notevoli cambiamenti anche nello sviluppo e crescita di numerose realtà che ne hanno goduto.

Tra le numerose tipologie di crowdfunding che si sono fatte spazio in Italia, l’equity crowdfunding sembra essere tra le più efficaci non solo per chi desidera diventare socio di un’azienda che considera molto promettente, ma anche per start up e PMi innovative che desiderano ricevere un finanziamento per raggiungere in minor tempo i propri obiettivi di business.

Tipologie di crowdfunding: l’equity crowdfunding

Il crowdfunding è una pratica di micro-finanziamento dal basso che consiste nel raccogliere fondi attraverso l’aiuto finanziario di investitori, colpiti positivamente dal progetto che necessita capitale.
Le campagne di crowdfunding avvengono sul Web: infatti nell’ambiente virtuale, nello specifico in social media, social network e piattaforme di crowdfunding dedicate, si possono facilmente mettere in contatto idee, persone e capitale monetario.

Per chiarire ulteriormente questo concetto, è opportuno evidenziarne le diverse tipologie:

  • Reward Crowdfunding: finanziamento collettivo per ricompensa.
    Questo tipo di crowdfunding è il più diffuso per numero di piattaforme e consiste nel ricompensare l’investitore con una cifra di valore simbolico. Il Codice Civile definisce questa cifra “donazione modale” e specifica che essa deve essere di valore monetario e di importo non inferiore alla somma versata.
  • Donation Crowdfunding: finanziamento collettivo per donazione.
    Questo modello di finanziamento prevede che coloro che investono nel progetto lo facciano senza aspettarsi di ricevere nulla in cambio, conformemente a quanto riporta l’art. 769 del Codice Civile «la donazione è il contratto col quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa una obbligazione». Le donazioni avvengono prevalentemente a favore di Onlus (organizzazioni non lucrative di utilità sociale) e cause promulgate da enti no-profit impegnati nel sociale.
  • Lending Crowdfunding: prestito di denaro.
    Questo modello di finanziamento consiste in un prestito di denaro peer-to-peer, tra privati, in cambio di un tasso di interesse. Con questo tipo di crowdfunding i risparmiatori privati possono prestare risorse finanziarie per progetti sia aziendali sia personali, “sostituendo” il ruolo di intermediari come le banche.
    La norma alla base di questo tipo di crowdfunding è il contratto mutuo, definito dall’art. 1813 del Codice Civile.
  • Equity Crowdfunding: finanziamento sotto forma di capitale di rischio.
    Questa tipologia di finanziamento consente a dei soggetti finanziatori di investire denaro nel capitale proprio di una società. L’Italia è stato il primo Paese in Europa a disciplinare l’equity crowdfunding definendolo come un modello che «consente alle imprese di raccogliere capitale finanziario attraverso Internet, offrendo in cambio quote della proprietà dell’impresa e quindi la possibilità di compartecipare agli utili e alla creazione di valore nel lungo termine».

Equity crowdfunding, che cos’é?

Il finanziamento sotto forma di capitale di rischio, anche detto equity crowdfunding, è una delle quattro principali tipologie di crowdfunding. Con questo tipo di finanziamento gli investitori possono investire in startup e piccole e medie imprese in cambio di quote societarie: acquistando un vero e proprio titolo di partecipazione nella società con i diritti patrimoniali e amministrativi che ne derivano. Questo modello di crowdfunding è attualmente l’unico regolamentato in Italia che vanta tra l’altro il primato in Europa.

È nel 2012 che viene introdotta all’interno del “Decreto Crescita 2.0” una disciplina per questo fenomeno che inizialmente prevedeva che il “diritto di esclusiva” sull’equity crowdfunding fosse riservato alle startup innovative.
Il primo regolamento italiano sull’equity crowdfunding è stato pubblicato il 26 giugno 2013 dalla Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) che ha così disciplinato la raccolta di capitali di rischio tramite portali on-line. Dal 24 gennaio 2015 si è allargato l’ambito di applicazione della disciplina: infatti con l’emanazione dell’art. 4 del Decreto Legge n. 3 è stato concesso anche alle PMI innovative il ricorso alle campagne di equity crowdfunding. È infine il D. L. n. 50 del 24 aprile 2017 che ha esteso definitivamente a tutte le tipologie di PMI, S.p.A. e S.r.l. la possibilità di ricorrere all’equity crowdfunding, anche se alcuni degli sgravi fiscali previsti inizialmente per startup innovative e PMI innovative sono rimasti limitati a tali tipologie societarie.

Quando conviene utilizzare l’equity crowdfunding

L’equity crowdfunding è un metodo di investimento che conviene utilizzare quando si ritiene che l’impresa o la startup a cui si devolve capitale abbia le capacità necessarie per crescere ed imporsi sui mercati. Questo perché acquistando una parte delle quote societarie dell’impresa l’investitore ne diventa socio.
Chiunque può investire nell’equity crowdfunding, bisogna solo essere consapevoli che si tratta di un investimento da valutare attentamente.

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