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FCA, proposta fusione con Renault. Fiom: governo convochi un tavolo
Economia

FCA, proposta fusione con Renault. Fiom: governo convochi un tavolo

FCA Renault

La FCA vuole fondersi con Renault per diventare un leader mondiale nel settore automobilistico. Nessuna chiusura di stabilimenti, viene assicurato.

La FCA annuncia di volersi fondere con Renault, per la creazione della terza società automobilistica globale con 8,7 milioni di veicoli venduti. La multinazionale assicura che i benefici dell’operazione non si otterrebbero con la chiusura di stabilimenti, ma i sindacati chiedono un incontro con il ministro dello Sviluppo economico affinché il gruppo dia i necessari chiarimenti sul futuro industriale e occupazione dei lavoratori.

La proposta di fusione

Dopo Chrysler la Renault. Attraverso un comunicato la FCA annuncia infatti di aver presentato una proposta per la fusione con Renault allo scopo “di creare uno dei principali gruppi automobilistici al mondo”. A seguito della fusione il gruppo così creato, viene immediatamente chiarito, sarà detenuto per il 50 per cento dagli azionisti di FCA e per il 50 per cento dagli azionisti di Groupe Renault, attraverso una struttura di governance paritetica e una maggioranza di consiglieri indipendenti.

Per tentare di rassicurare gli animi, viene inoltre puntualizzato che “la fusione non comporterà nessuna chiusura di stabilimenti“.

“I benefici dell’operazione proposta – viene infatti chiarito – non si otterrebbero con la chiusura di stabilimenti ma deriverebbero da investimenti più efficienti in termini di utilizzo del capitale in piattaforme globali dei veicoli, in architetture, in sistemi di propulsione e in tecnologie”.

La reazione dei sindacati

La proposta di FCA preoccupa comunque i sindacati. “E’ urgente che il Presidente del Consiglio e il Ministro dello Sviluppo economico si assumano la responsabilità di convocare un tavolo con azienda e sindacati per chiarimenti sul futuro industriale e occupazione delle lavoratrici e dei lavoratori del gruppo FCA” dichiarava già prima dell’annuncio Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive.

“Non è pensabile che un grande gruppo multinazionale decida da solo, senza alcuna interlocuzione, su un settore così fondamentale per il sistema industriale del Paese. – aveva poi aggiunto il segretario della Fiom Francesca Re David. – E’ giunto il momento che i sindacati si assumano la responsabilità di superare le divisioni, pur nelle differenze, e pretendano la convocazione da parte del governo di un tavolo sull’automotive, come abbiamo chiesto invano da mesi, che coinvolga sindacati e imprese, a partire da Fca”.

“E’ evidente che abbiamo al più presto bisogno di aprire un confronto perché è opportuno chiarire ed escludere eventuali sovrapposizioni con gli stabilimenti e l’occupazione nel nostro Paese” auspica anche Marco Bentivogli, segretario della Fim Cisl.


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