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Lettera Ue, Di Maio: “Assurdo, ma l’Italia non si piega”

Di Maio ha commentato la lettera con la quale l'Ue chiede all'Italia chiarimenti sulla mancata riduzione del debito.

di maio

I commissari Ue hanno deciso di inviare all’Italia la missiva con la quale si chiedono chiarimenti relativi alla mancata riduzione del debito. “Alla luce dei dati economici definitivi, è confermato che l’Italia non ha fatto progressi sufficienti per rispettare la regola del debito nel 2018” recita la lettera, che ha scatenato i commenti del vicepremier pentastellato Luigi Di Maio: “E’ assurdo.

Vogliono aprire una procedura di infrazione sul debito del 2018 fatto dal Pd. Potevano prendersela con il governo di prima e se la stanno prendendo con noi. L’Italia non si piega” ha affermato proprio nel giorno in cui ha deciso di affidarsi al voto della Rousseau per la conferma della sua leadership. “Se vengo riconfermato – ha aggiunto – non restiamo fermi, dobbiamo cambiare le cose. Dobbiamo avviare una nuova organizzazione.

Il M5s non perde, o vince o impara, questa è la nostra storia e da qui dobbiamo ripartire”

La lettera

La missiva porta le firme del vicepresidente della Commissione, Vladis Dombrovskis, e del titolare degli affari economici, Pierre Moscovici, e lascia solo 48 ore (fino a venerdì) al Tesoro per rispondere avanzando le proprie giustificazioni per la violazione contestata. Pare però già chiaro come andrà a finire. Come riportato da Repubblica, mercoledì prossimo, a prescindere dalle scuse del Governo, l’Ue avvierà la procedura.

L’Italia avrà poi 5 settimane di tempo per mettersi in regola con una manovra bis che possa tamponare il debito e il deficit, stabilendo anche impegni precisi per il 2020.

Rispettare obiettivi Ue

Nel rapporto 2019 sul coordinamento della finanza pubblica, la Corte dei Conti lancia un richiamo, suggerendo di utilizzare risorse in eccesso dal reddito di cittadinanza per ridurre debito e deficit. I giudici contabili hanno poi mosso una critica nei confronti del reddito affermando che “rischia di disincentivare i giovani a cercare un lavoro”. “Nonostante l’attenzione posta nel definire un sistema di vincoli e sanzioni potenzialmente efficace nel contrastare gli abusi, resta la preoccupazione che il reddito possa scoraggiare l’offerta di lavoro legale”.

Nata in provincia di Lodi, classe 1995, è laureata in "Scienze Umanistiche per la Comunicazione" all’Università Statale di Milano. Collabora con Notizie.it.


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Antonella Ferrari

Nata in provincia di Lodi, classe 1995, è laureata in "Scienze Umanistiche per la Comunicazione" all’Università Statale di Milano. Collabora con Notizie.it.

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