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Consob, Savona: “L’Italia è nella caverna di Platone”

L'ex ministro degli Affari europei è convinto che l'Italia non rappresenti un problema finanziario per la comunità europea e globale.

Paolo Savona Italia caverna di Platone
Paolo Savona Italia caverna di Platone

Una piccola svista non cambia il senso delle parole pronunciate da Paolo Savona durante l’incontro annuale della Consob con il mercato finanziario. Anche se la spelonca di cui si parla non è di Socrate ma del suo allievo, resta il fatto che “è come se l’Italia fosse collocata dentro la caverna di Platone, dove le luci fioche della conoscenza che in essa penetrano proiettano sulle pareti un’immagine distorta della realtà.

Per giunta in presenza di un continuo vociare a senso unico che stordisce”. Il presidente della Consob lancia un monito ai vertici del mondo politico, ricordando che è compito loro, insieme al mondo dell’economia e ai mezzi di informazione, “rafforzare la luce e abbassare i toni per ristabilire la fiducia sul futuro del Paese”.

“L’Italia non è un rischio per i mercati”

Savona critica i “giudizi non di rado espressi da istituzioni sovranazionali, enti nazionali e centri privati” che altro non sembrano che “pregiudizi, perchè resi su basi parametriche finanziarie convenzionali, che non tengono conto dei due pilastri che reggono la nostra economia e la società: la forza competitiva delle nostre imprese sul mercato globale e il nostro buon livello di risparmio“.

Mentre in Unione si discute del nostro deficit eccessivo, l’ex ministro degli Affari europei afferma che “i sospetti sulla possibilità di insolvenza del nostro debito pubblico sono oggettivamente infondati. Per la comunità europea e globale l’Italia non rappresenta un problema finanziario, ma una risorsa alla quale molti Paesi attingono per soddisfare le proprie necessità. Contrariamente a importanti Paesi sviluppati, l’Italia non assorbe flussi di risparmio dall’estero, ma ne cede in quantità superiore al suo debito pubblico”.

Borghi: “Minibot nel contratto”

Tra i temi trattati al vertice ci sono anche i minibot, che, spiega il leghista Claudio Borghi, “sono nel contratto di governo. Ribatte, a margine dell’incontro, Massimo Doris, ad di Banca Mediolanum: “Se [con i minibot, ndr] pensano di creare una moneta alternativa, credo che qualche problemino con l’Europa ci sarebbe. Mi sembra che sia quello l’obiettivo e credo che non sia realizzabile”.

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