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Caso Ilva, ArcelorMittal deposita l’atto di recesso del contratto

Il gruppo imprenditoriale ArcelorMittal ha ufficializzato la volontà di recesso dal contratto di affitto di Ilva presentando l'atto in Tribunale.

ArcelorMittal recesso

Depositato ufficialmente l’atto di recesso del contratto di affitto dell’Ilva di Taranto da parte di ArcelorMittal. La maggioranza è in fibrillazione e i sindacati chiedono di fare in modo che la produzione continui.

ArcelorMittal deposita atto di recesso

Domani, mercoledì 13 novembre 2019, il presidente del Tribunale di Milano Roberto Bichi assegnerà la causa. L’atto presentato ufficializza la volontà di retrocedere dal contratto di affitto che, secondo l’accordo, avrebbe dovuto portare il gruppo imprenditoriale all’acquisto dello stabilimento il 1 maggio 2021.

Di fronte ad una situazione che potrebbe mettere a rischio migliaia di posti di lavoro, i sindacati insorgono e chiedono incontri e confronti per discutere sulle prospettive e sul rispetto degli impegni assunti. Auspicano che ciò possa avvenire al ministero per lo Sviluppo Economico.

L’Usb ha comunque già proclamato uno sciopero generale in data 29 novembre 2019, con annessa manifestazione nazionale a Taranto.

Intanto nel governo si accendono le scintille. Il Premier Conte ha incontrato i parlamentari pugliesi del M5S per discutere sull’ipotesi di reinserire lo scudo penale. In questo modo, spiega, ArcelorMittal non avrà più alibi, anche in vista della battaglia legale. Ma Barbara Lezzi, ex ministro del governo Conte 1, si è già dichiarata fermamente contraria.

Intervenuto sulla delicata questione anche il ministro per l’Economia Gualtieri, che ha smentito l’ipotesi di nazionalizzare l’impianto, trapelata precedentemente, puntando invece sull’individuazione di una soluzione sostenibile di mercato e di rilancio. Ha assicurato infatti l’impegno del governo nel permettere a Ilva di continuare la produzione ma allo stesso tempo nel puntare alla bonifica.


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