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Le fluttuazioni di mercato favoriscono gli investimenti in borsa

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Il 2019 è stato un anno importante per i mercati in borsa con tantissimi investimenti.

fluttuazioni di mercato
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Il 2019 è stato un anno forte per i mercati azionari. Se gli investitori istituzionali hanno contribuito a dinamizzare gli ultimi dodici mesi in borsa, le fluttuazioni dei titoli più noti hanno creato per i trader l’occasione di concludere operazioni redditizie.

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2019: un anno di investimenti in borsa

Durante l’anno che sta per chiudersi, il mercato azionario mondiale è stato in pieno fermento, un trimestre dopo l’altro. Nell’ultimo periodo del 2019, come rileva tra le altre la multinazionale del settore finanziario JPMorgan nella sua pubblicazione mensile, nonostante la guerra commerciale tra Cina e USA e i segnali di rallentamento della crescita economica globale, la maggior parte dei titoli ha registrato risultati positivi. Le perdite più importanti hanno riguardato le azioni dei mercati emergenti, mentre quelli storici come il mercato americano e giapponese si sono mostrati in buona salute. Negli ultimi mesi c’è stata una ripresa dei mercati obbligazionari e dei titoli di base dei consumatori. Tra i settori più interessanti per gli investitori si sono distinti la sanità, l’immobiliare, la tecnologia e i titoli industriali. Il settore manifatturiero, in flessione, comincia infine a stabilizzarsi.

Le grandi aziende quotate in borsa tra alti e bassi

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Le grandi imprese quotate in borsa sono state caratterizzate da trend differenti: per alcune, come Facebook e Microsoft, l’andamento positivo è stato costante, altre si sono arrestate in corsa o hanno visto il loro valore precipitare durante l’anno. È il caso di Uber. La società americana di trasporto automobilistico privato, controllata dalla giapponese SoftBank, ha fatto il suo ingresso in borsa nel maggio scorso con un capitale di 75 miliardi di dollari. Dopo le alterne vicende degli ultimi tempi (tra cui la perdita della licenza per operare a Londra), Uber ha perso in pochi mesi circa il 40% del proprio valore, continuando la sua rapida discesa fino alla fine dell’anno. Diverso è stato invece l’andamento di Tesla di Elon Musk: la società di automotive pioniera nel settore green ha iniziato l’anno con un valore di 360 $ per azione, prezzo che poi è crollato a luglio alla metà del suo valore, per poi risalire di nuovo ai 330 $ registrati a dicembre 2019.

Buy & hold e swing trading, le strategie per sfruttare le fluttuazioni di mercato

La caduta dei prezzi non si traduce necessariamente in una perdita per gli investitori, se si mettono a punto le tecniche giuste. Lo swing trading è tra le strategie più usate da trader esperti e debuttanti per approfittare delle fluttuazioni di mercato. Per catturare le oscillazioni dei prezzi, i trader selezionano un mercato il cui andamento, rialzista o ribassista che sia, è ben definito: aprono una posizione, attendono che i prezzi si discostino temporaneamente dal trend principale, quindi la richiudono nell’arco di qualche giorno o qualche settimana. Un’altra strategia nota è la buy & hold, che consiste nell’acquistare azioni e attendere alcuni mesi prima di rivenderle. Questa tecnica viene utilizzata principalmente dai grandi investitori in quanto i profitti possono ridursi rapidamente se il mercato dovesse prendere la direzione opposta a quella attesa. Ad utilizzarla oggi sono alcuni fondi d’investimento, oggi stanno facendo man bassa delle azioni di vari “unicorni” come Uber, in previsione di una ripresa futura.

Il 2019 è ormai agli sgoccioli e per i prossimi giorni non sono previsti ulteriori colpi di scena sui mercati. Gli occhi degli investitori sono ormai tutti puntati sul 2020: un anno di transizione o un anno di nuovi investimenti per i mercati internazionali?

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Simona Bernini

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