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Coronavirus, crisi economica: la soluzione fra eurobond, Mes e coronabond

Dal ricordo dell'eurobond fino al nuovo coronabond e al Mes: quale sarà la misura da adottare per uscire dalla crisi economica post coronavirus?

Coronavirus, la crisi economica e la soluzione: dall'eurobond fino al Mes e coronabond

Dopo l’emergenza sanitaria, al termine della pandemia, le sembianze della crisi economica che l’Europa dovrà affrontare assumeranno dei connotati comuni a tutti i paesi colpiti. Le differenze tra nord e sud verranno appiattite sempre di più fino a formare la linea da oltrepassare, insieme, per trasportare il comparto produttivo europeo fuori dalle difficoltà.

I termini però sono ancora incerti, e in un periodo storico in cui il tempismo si può rivelare fondamentale il nostro paese deve assumersi il dovere morale di prendere una posizione concreta per un accordo comune a livello europeo per scongiurare la crisi post coronavirus.

Guida alla crisi post coronavirus

Troppa la confusione sul metodo, inutile la polemica istituzionale legata al riscoperto senso nazionalista ai tempi della pandemia. Dagli eurobond, al Mes fino al coronabond: quale sarà lo scenario che si prefigurerà? Razionalizzando al massimo, possiamo considerare proprio questi tre strumenti come le possibili vie che l‘Unione Europea potrebbe percorrere per far fronte al problema.

Eurobond: una soluzione da evitare

Gli eurobond rievocano il sapore vintage di una polemica ormai decennale che sembrava superata con il Quantitative Easing.

Il concetto che vi risiede dietro è proprio quello che permette di trasferire il potere di politica fiscale da ogni singolo stato a un’istituzione centrale sovranazionale ed europea.

In questo modo sfruttando la credibilità e il basso debito pubblico di alcuni paesi dell’eurozona, tutti i restanti paesi avrebbero potuto trarre vantaggio accedendo al mercato finanziario con tassi di interesse molto più bassi, avviandosi così a una ricrescita più serena.

Tuttavia proprio a causa dei fattori di azzardo morale e condivisione del rischio, i paesi Ue più abbienti rifiutano l’idea di poter perdere benessere a favore di paesi che hanno dimostrato negli anni di non possedere gli strumenti culturali per osservare i precetti di una buona politica fiscale.

Condividere il debito pubblico, nella situazione odierna, potrebbe trasportare tutta Europa sull’orlo del baratro: in primis perché quella degli eurobond non si era rivelata una buona idea neanche nel 2010, in secondo luogo perché la trattativa per venirne a capo a livello europeo potrebbe costarci un’attesa straziante. Nessuno mai sarà disposto a cedere la propria sovranità fiscale, nessun fondo di denaro risolverà una crisi quando la stessa sarà già compiuta.

Coronovirus, Mes e Covid bond

Lo strumento del Mes in Italia è stato quasi esclusivamente considerato come un’arma di propaganda nelle mani del centrodestra. Al di là delle due linee di credito, la gran parte del mondo accademico sostiene che il Meccanismo Europeo di Stabilità potrebbe garantire una buona via di uscita alla imminente crisi economica.

A proposal for a Covid Credit Line” è questo il nome della proposta avanzata dagli esperti e cioè una nuova linea di credito all’interno del meccanismo di stabilità che proporzionalmente alla situazione di crisi sanitaria nei diversi paesi stabilisca come ridurre il rischio di un tracollo finanziario ovviamente con regole molto più blande.

Il problema qui è tutto italiano: il Parlamento sembra ormai aver preso una posizione netta, senza un principio fondato ma solo come forma di protesta. Lo stesso Consiglio Europeo ha ritenuto necessario rimandare tutte le decisioni in ambito economico per due settimane, in barba al fattore tempo.

Con i coronabond la strada potrebbe essere molto breve e si potrebbe permettere ad ogni singolo paese europeo di emettere titoli di Stato uguali tra loro, con il vantaggio di fare debito pubblico a basso costo, dando la possibilità di intervenire subito per arginare la crisi.

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