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Coronavirus, cosa fare se hai perso il lavoro per l’emergenza sanitaria?

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Centinaia di persone hanno purtroppo perso il proprio lavoro a causa dell'emergenza coronavirus: ma cosa bisogna fare se dovesse capitare anche a noi?

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Con la chiusura di molti uffici e numerose fabbriche in tutta Italia a causa dell’emergenza coronavirus, centinaia di persone nel nostro Paese hanno purtroppo perso il lavoro, costrette a rimanere a casa forzatamente secondo le norme imposte dai provvedimenti governativi sul lockdown.

Ma cosa possono fare le persone che hanno perso il loro impiego per poter affrontare il periodo di disoccupazione che li aspetterà: vediamo insieme alcune soluzioni per le diverse tipologie di professioni e di contratto esistenti in Italia.

Coronavirus, soluzioni per chi ha perso il lavoro

Tra le possibili soluzioni di cui potrebbe usufruire un cittadino che ha perso il lavoro esiste ad esempio la cosiddetta indennità di disoccupazione Naspi, rivolta ai lavoratori con un rapporto subordinato che hanno perso il lavoro in maniera involontaria a causa dell’emergenza coronavirus. La Naspi e pensata in particolar modo per: apprendisti; soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato; personale artistico con rapporto di lavoro subordinato e dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.

Per poter ricevere l’indennità Naspi è necessario inoltrare la richiesta nei 68 giorni successivi alla perdita del lavoro, tenendo ovviamente conto che essa deve essere uguale al 75% della retribuzione qualora essa non superi i 1.227,55 euro. Oltre alla Naspi esiste anche l’indennità di disoccupazione DIS-COLL, riservata però ai contratti Co.co.co.

Il bonus di 600 euro

Per i professionisti con partita IVA iscritti alla gestione separata INPS, i lavoratori dello spettacolo e del mondo dello sport e i lavoratori del settore turistico il governo italiano ha varato un apposito bonus da 600 euro inserito all’interno del decreto Cura Italia.

Secondo alcune indiscrezioni trapelate negli ultimi giorni tuttavia, il bonus potrebbe essere aumentato dal governo fino a 800 euro per i mesi di aprile e maggio.

Oltre al bonus per gli autonomi, il decreto Cura Italia prevede anche il reddito di ultima istanza per i lavoratori domestici e i liberi professionisti iscritti agli ordini. Per il lavoratori domestici che invece lavorano in nero senza regolare contratto il governo potrebbe predisporre per il prossimo mese di maggio il varo del cosiddetto reddito di emergenza, che dovrebbe ammontare a circa 400 euro.

La cassa integrazione

Per quanto riguarda infine i dipendenti delle aziende che sono state costrette a chiudere, il decreto Cura Italia ha previsto una cassa integrazione straordinaria della durata di nove settimane, sottoscrivendo un accordo sull’anticipo di quest’ultime con Abi e le principali sigle sindacali.

Per le famiglie che non hanno entrate sufficienti nonostante le varie misure emergenziali, il governo ha predisposto i cosiddetti buoni spesa, che potranno essere utilizzato soltanto per i bisogni di prima necessità. L’investimento dello Stato su questo fronte ammonta 400 milioni di euro, ripartiti tra tutti i Comuni italiani ai quali verrà però lasciata la libertà di consegnarli alle persone con Isee basso e bisognose di aiuto.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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