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Coronavirus, Confindustria: “A rischio quasi un milione di lavoratori”

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Il leader di Confindustria mette in guardia dall'imminente crisi che si abbatterà sui lavoratori a causa dell'emergenza coronavirus.

coronavirus confindustria lavoratori
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Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi lancia l’allarme disoccupazione in Italia per quasi un milione di lavoratori a seguito dell’emergenza coronavirus. Urge semplificare e modernizzare il paese. Proposta l’idea di convocare subito un tavolo pubblico-privato per la crescita del paese nei prossimi mesi.

Coronavirus, l’allarme di Confidustria per i lavoratori

Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha parlato delle conseguenze che il coronavirus sta avendo e avrà nell’imminente futuro sui lavoratori italiani. Secondo quanto riporta Bonomi, sarebbero a rischio circa un milione di lavoratori.

Per questo motivo nel suo intervento presso la Fondazione Fiera Milano, ha voluto illustrare le sue idee di rilancio.

I posti di lavoro si creano se ci sono crescita e investimenti. Noi abbiamo una grande occasione per disengare una nuova Italia e per modernizzare veramente il Paese. Sono fermamente convinto che in questo tragico momento possiamo cambiare l’Italia. Possiamo mettere in campo semplificazioni per cambiare la struttura del Paese, rendendolo più moderno e dinamico“, così descrive la situazione il presidente di Confindustria.


Pubblico e privato insieme

Bonomi poi auspica che possa instaurarsi “Un tavolo pubblico-privato da riunire al più presto per mettere insieme le energie migliori del Paese“. Sempre secondo Bonomi: “Il pubblico e il privato devono ragionare insieme perché le imprese da sole non riescono a risolvere i problemi.

Dove ci sono investimenti privati e pubblici molto forti, il Pil cresce in modo positivo. Nel 2015-17 avevamo iniziato una serie di investimenti molto forti grazie al piano 4.0 che poi è stato smontato dal governo“.

E ancora: “Prima della pandemia stavamo discutendo su come coniugare economia ed ecologia. Ora il tema è quasi scomparso eppure si tratta del nostro futuro. Ed era un tema su cui le imprese italiane stavano andando molto avanti”.

Perplessità e ripartenza

Nel suo intervento il leader di Confindustria ammette le sue perplessità per il quadro istituzionale del paese: “Un quadro istituzionale che da cittadino mi lascia perplesso. Tutti noi non eravamo preparati ad affrontare una emergenza del genere. Ma in un’emergenza un popolo sta insieme, si aiuta, soprattutto le istituzioni. Di fronte ai cittadini impauriti e con lutti in famiglia, forse tutti noi avremmo dovuto avere un altro tipo di atteggiamento“.

In conclusione, Bonomi invita il governo a prese di posizioni chiare e ben delineate: “Noi non sappiamo ancora quando riapriranno le fiere. Il governo non ci ha parlato di una data dalla quale si potrà riaprire. Tutti auspichiamo settembre ma ancora non lo sappiamo ufficialmente. Ma quello che non è chiaro è che se noi non riapriamo bruciamo i fatturati e i mercati delle imprese per il 2021. Quindi bisogna capire bene cosa significa il sistema fieristico e dobbiamo stare insieme tutti“.

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