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Inps, cassa integrazione: il punto sui pagamenti

Cassa integrazione: mancano i pagamenti di 134.358 domande, di cui però 108.590 ricevute a giugno.

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Stando agli ultimi dati diffusi Inps, il numero di lavoratori che non hanno ricevuto almeno un pagamento della cassa integrazione al 17 giugno sono 134.358. Per la maggior parte di questi – 108.590 – si tratta di domande ricevute a giugno.

Per i mesi precedenti, invece, il presidente dell’istituto Pasquale Tridico prova a rispondere alle polemiche sui ritardi affermando che: “fino a maggio è tutto pagato tranne 25mila posizioni che stiamo verificando perché sono anche difficili, sono errate, sono da valutare”. “Lo sforzo che l’Inps ha fatto e messo in campo in questi mesi è stato straordinario, enorme, e per questo ringrazio tutti i dipendenti dell’Istituto – ha aggiunto Tridico nel corso della sua ospita nel programma tv Mezz’ora in più Lucia Annunziata – Ci sono persone che in questi giorni stanno lavorando dalla mattina alla sera.

L’Inps ha dimostrato di essere il cuore centrale del welfare, dello stato sociale degli italiani”.

Inps, cassa integrazione: i pagamenti

Tridico ha approfittato della sua ospitata tv per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, elogiando il grande lavoro fatto dall’Inps, chiamato a gestire una situazione di grande emergenza con mezzi, forse, non sempre agevolati da parte dalla politica e dalla burocrazia: “La cassa integrazione – dice Tridico – è stata pagata in gran parte dall’Inps, 5,3 milioni di prestazioni, mentre altri 4,7 milioni di prestazioni sono state anticipate, non pagate, dalle imprese. Paga sempre l’Inps, non pagano le aziende. Le aziende possono anticipare la cassa integrazione ed è la regola sempre molto rispettata in passato, non è una novità. Anticipare la cassa integrazione è una regola”, ribadisce.

“Fino a oggi – rileva ancora – sono 11 milioni le persone pagate, tra bonus e casse integrazione, per 15 miliardi di euro. Il governo ha deciso di coprire tutti quelli regolari ed è stato scoperto che conviene ai cittadini essere presenti negli archivi dell’Inps, e conosciuti dal fisco”. Tridico conclude poi il suo intervento, ricordando che ci sia la necessità dieffettuare i controlli: “Per quanto l’Istituto paga velocemente, ogni prestazione ha la firma di dirigente e porterebbe a danno erariale se non dovuto”.

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