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Reddito di cittadinanza, con il Covid è boom beneficiari nelle grandi città

I dati sulle città del Nord scontano il fatto che la soglia di redditi da lavoro sotto la quale si ha diritto al sussidio è uguale in tutta Italia

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Reddito di cittadinanza, cancellato causa coronavirus?

Per il ministro degli esteri del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio, padre politico del reddito cittadinanza, è arrivato il momento di “separare nettamente gli strumenti di lotta alla povertà dai sostegni per mancanza di occupazione”. I evidenziano infatti parecchi cambiamenti causati dalla pandemia.

Più del 60% dei percettori dello strumento anti povertà, per effetto dei paletti previsti nella norma che lo ha istituito, resta concentrato nel Sud Italia. La Campania è in testa con più del doppio dei beneficiari della Lombardia (252.256 contro 102.429) che però ha il doppio della popolazione (10 milioni a fronte dei 5,7 della Campania). L’emergenza sanitaria sta però cambiando le carte.

Reddito di cittadinanza e pandemia

Nelle grandi città sempre più famiglie sono costrette ad la misura assistenziale. A Milano i nuclei coinvolti sono infatti passati da 34.300 a 46.717. A Roma sono arrivati a 84mila dai 61.900 di un anno prima. registrando un +36%. Non molto diversa la situazione al Sud. A Palermo sono saliti del 24%, a 65mila, mentre a Bari del 17%. Catastrofica ancora la situazione di Napoli, dove le famiglie erano già 118.893 un anno fa, e adesso nei mesi del lockdown e delle restrizioni se ne sono aggiunte altre 37mila, un +30% circa.

A questi numeri bisogna aggiungere i numeri di chi ha ottenuto il Reddito di emergenza riservato a quanti non avevano diritto ad altri ammortizzatori. La misura ha interessato più di 22mila residenti a Milano e 48.300 romani, a fronte dei 51mila percettori a Napoli e 24.500 a Palermo.

Se nei grandi centri urbani gli effetti economici del Covid si sono fatti sentire pesantemente e hanno portato a nuove domande per il sussidio. Situazione diversa nei capoluoghi di medie dimensioni dell’Italia centrale. A Firenze e Bologna i percettori sono saliti solo dell‘8%. Anche al Nord Est, stando ai dati Inps, la situazione va meglio. In Veneto l’aumento dei beneficiari è stato dell’8% mentre in Friuli Venezia Giulia sono diminuiti.

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