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Effetto Draghi, spread crolla di 20 punti e si attesta a quota 95

In Italia, il cosiddetto “effetto Draghi” ha invaso i mercati facendo crollare lo spread, dopo che l’ex-governatore della Bce è stato designato come Premier.

Spread

L’ex-governatore della Bce Mario Draghi ha accettato l’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri con riserva e, attualmente, è impegnato nelle consultazioni con le differenti forze politiche che compongono il Parlamento italiano. Nell’attesa di scoprire se il Premier incaricato riuscirà o meno a sciogliere la riserva, i mercati stanno comunque rispondendo in modo estremamente positivo al coinvolgimento dell’economista destinato a guidare le sorti dell’Italia.

Effetto Draghi, spread crolla sotto i 100 punti

La scelta di designare Mario Draghi come prossimo Presidente del Consiglio comunicata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scosso non solo la popolazione e i politici italiani ma si è ripercossa anche sui mercati, generando il cosiddetto “effetto Draghi”.

In soli due giorni dalla nomina pronunciata dal Capo dello Stato, si sta assistendo a frequenti cambiamenti nell’ambito del debito pubblico italiano, che si sta caratterizzando per un continuo calo dello spread.

Il differenziale tra i rendimenti dei Btp e dei Bund tedeschi, infatti, era già sceso al di sotto dei 100 punti nella serata di giovedì quattro febbraio, attestandosi poi sui 95 punti nella mattinata di venerdì 5, la cifra più bassa registrata da dicembre 2015. Il tasso dei Buoni italiani, invece, ha raggiunto lo 0,508%.

In appena 48 ore, quindi, lo spread è calato di ben 20 punti e, sulla base delle opinioni espresse dagli esperti del settore, un esecutivo effettivamente guidato da Draghi potrebbe far abbassare lo spread fino a 70 punti totali.

In questo modo, l’Italia si avvicinerebbe ai dati che connotano lo spread spagnolo, stabilizzatosi sotto quota 60. Qualora si verificasse una simile ipotesi, l’Italia riuscirebbe a risparmiare una cifra pari a circa 1,5 miliardi di euro all’anno.

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