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L’Italia continua a dare più fondi all’Europa di quanti ne riceve: è arrivato il momento di batter cassa

Secondo gli ultimi dati aggiornati pubblicati dalla Corte dei conti e visionati da Notizie.it, nel 2019 il saldo resta negativo di 5,6 miliardi.

fondi ue dall'italia

L’Italia continua a versare all’Unione europea più di quanto riceve. Mentre a Roma imperversa la crisi di governo, in attesa di capire in che modo verranno utilizzati i 209 miliardi che spettano al nostro Paese per il Recovery Plan, a Bruxelles possono intanto festeggiare.

Secondo gli ultimi dati aggiornati pubblicati dalla Corte dei conti e visionati da Notizie.it, nel 2019 (ultimo anno a disposizione) l’Italia ha versato al bilancio comunitario ben 16,8 miliardi di euro. «Ancorché in diminuzione rispetto al dato del 2018 (-1,4 miliardi, ndr) – scrivono i magistrati contabili – il livello totale dei flussi verso l’Ue nel 2019 è uno dei più alti degli ultimi sette anni».

E sicuramente è molto più alto di tanti altri Paesi membri, se si pensa che risulta essere il quarto contributore netto (dopo Germania, Regno Unito e Francia) su 28 Paesi membri (27 senza il Regno Unito).

Resta, tuttavia, la domanda: a fronte dei miliardi versati al bilancio di Bruxelles, quanto ha ricevuto il nostro Stato? «Le risorse assegnate all’Italia dal bilancio UE nel 2019 – si legge nella corposa relazione – sono state pari a 11,2 miliardi di euro». Esattamente come avvenuto negli anni passati, il saldo resta negativo, con 5,6 miliardi in più nella tratta che da Roma porta a Bruxelles.

Ma c’è di più.

Se ci poniamo in un’ottica più a largo raggio, il dato che emerge è ancora più dirompente. Prendiamo il settennio 2013-2019: il saldo netto cumulato è negativo per un ammontare di 36,38 miliardi. In altre parole: l’Italia ha versato in sette anni 36 miliardi e rotti in più di quanto abbia ricevuto. Per intenderci, parliamo di un ammontare superiore a una manovra finanziaria. Se volessimo spalmare queste cifre per tutti e sette gli anni, ecco che in media il nostro Paese ha versato ogni anno oltre 5 miliardi in più del ricevuto.

È evidente che qualcosa non abbia funzionato finora. È, tuttavia, altrettanto vero che proprio a causa della terribile emergenza che stiamo vivendo, qualcosa è destinato a cambiare: «Non è possibile ignorare – spiegano ancora i magistrati – gli effetti dirompenti dell’emergenza da Covid-19 sul quadro economico europeo e l’ingente sostegno finanziario promesso dall’Unione per favorire la ripresa e mitigare l’impatto sociale della pandemia. I nuovi strumenti adottati dall’Unione sotto l’impulso della crisi sanitaria ed economica, nonché il nuovo bilancio pluriennale 2021-2027, di recentissima approvazione, invertiranno con ogni probabilità, anche sul piano finanziario, la tradizionale posizione di contributore netto dell’Italia, che sarà destinataria dal 2021 al 2026 della maggior parte dei fondi del Recovery plan e riceverà una quota importante delle risorse dei Fondi di investimento e strutturali europei (SIE)».

In altre parole, la valanga di soldi che a breve – e crisi permettendo – arriverà in Italia, verosimilmente porterà il nostro Paese, una volta tanto, a ricevere più di quanto verserà.

La relazione, però, si sofferma anche su quanto fatto (e non fatto) con i fondi arrivati in Italia. E, a quanto pare, ancora c’è molto da fare. Basti pensare che, nonostante dovesse essere già chiusa da un bel po’, numerosi progetti che hanno goduto dei fondi comunitari del settennio 2007-2013 ancora sono in alto mare: secondo l’ultimo aggiornamento risultano ancora da perfezionare le procedure di chiusura con contestuale pagamento del saldo finale per 12 Programmi operativi. Nel complesso, il livello di spesa dei fondi Ue indica che gli impegni si attestano al 31 ottobre 2020 al 68,32% (34,6 miliardi), mentre i pagamenti raggiungono solo il 38,36% (19,4 miliardi).

Non va meglio sull’ambito delle frodi connesse all’utilizzo dei fondi comunitari: le segnalazioni Olaf (il comitato di controllo Ue) al 2019 sono state ben 588. Un dato che, se contestualizzato in termini economici, rende conto della gravità del fenomeno: «Per il primo semestre di comunicazione 2020 – scrivono i magistrati – gli importi ancora da recuperare (perché utilizzati irregolarmente, ndr) risultano rispettivamente di 24.579.386 euro per i Fondi strutturali e 30.789.080 euro per la Politica agricola».

A chiudere il cerchio ci sono le pesantissime condanne che l’Unione europea ci ha inflitto per inadempienze o mancato recepimento delle direttive europee. Nel corso degli anni il nostro Paese è stato toccato da ben sei sentenze di condanna. Si va dalle discariche abusive alle ecoballe in Campania, passando per leggi che secondo l’Ue nascondevano aiuti di Stato. I conti fatti dai magistrati sono incredibili: dal 2012 al 2020 l’Italia ha versato oltre 700 milioni di euro a causa di tali sanzioni.

Ecco: speriamo che da quest’anno non solo il nostro Paese possa ricevere più di quanto versa, ma che poi sappia anche utilizzare le risorse, senza multe e truffe. Incrociamo le dita.

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