Ed Sheeran si schiera con Brian Birchell, vittima di bullismo
Ed Sheeran si schiera con Brian Birchell vittima di bullismo
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Ed Sheeran si schiera con Brian Birchell vittima di bullismo

Ed Sheeran bullismo

Brian Birchell tenta il suicidio dopo essere stato più volte vittima del bullismo a causa dei suoi capelli rossi. Ed Sheeran offre il suo supporto.

Un’altra giovane vita alla mercé del bullismo. A soli 12 anni, Brian Birchell ha tentato il suicidio ben due volte nell’ultimo mese a causa dei bulli. Il motivo? L’avere disgraziatamente i capelli rossi.

Brian Birchell, vittima del bullismo

Perseguitato e terrorizzato costantamente dai bulli, Brian ha 12 anni ed una vita letteralmente devastata dalla paura. Accade in Australia, precisamente a Gympie, tranquilla cittadina del Queensland. Il ragazzino viene tartassato continuamente dai suoi coetanei per il solo e semplice fatto che i suoi capelli hanno un colore rosso. La celebre novella di Giovanni Verga, Rosso Malpelo, torna attuale con un’impronta davvero inquietante.

Negli ultimi anni Brian Birchell non ha mai avuto la fortuna di trovare un ambiente accogliente e protettivo nei suoi confronti o quantomeno indifferente alle sue fattezze naturali. Proprio per questo, si è visto costretto a cambiare scuola per ben sette volte. Adesso, dopo essersi rifugiato in un mutismo forzato, si rifiuta comprensibilmente di frequentare l’ambiente scolastico.

Segregato in casa, Brian sfoga in maniera preoccupante i suoi malsani sentimenti.

La rabbia sfocia spesso in episodi di autolesionismo, un tentativo di compensare la violenza che subisce dai bulli riappropriandosi del suo corpo. Gli episodi aumentano d’intensità di volta in volta, fino a sfociare in tentativi di suicidio: due nell’ultimo mese.

Le reazioni della madre di Brian Birchell

Dal canto suo, la madre è estremamente preoccupata dalla situazione, come è logico che sia. Patrina Benton non resta però con le mani in mano ad osservare la devastazione psicologica che si accresce nel figlio. Aveva già tentato in precedenza di sollecitare i dirigenti scolastici verso un aumento della vigilanza, avvertendo poi anche polizia ed il dipartimento dell’educazione del Queensland. Ma i cambiamenti auspicati non sono arrivati.

Con la sopportazione giunta al limite, la madre di Brian ha optato per una scelta drastica. Ha concesso il permesso al figlio di non frequentare l’istituzione scolastica, infrangendo più di una legge sui diritti all’educazione dei minori.

E Patrina dichiara:

“Se sto infrangendo la legge tenendo mio figlio al sicuro, mi vengano a cercare, mi arrestino e mi chiudano a chiave. Dovrei forse restare inerme a guardare cosa succede in quella scuola dove nessuno muove un dito per difendere mio figlio dai bulli? Le ho provate tutte”

Come biasimarla? Persino il fratello maggiore di Brian, Murray Benton, all’inizio del mese ha denunciato gli episodi di bullismo che sottopongono a dura prova la psiche del ragazzino 12enne. Il messaggio è passato attraverso i social. Ma, nuovamente, l’effetto desiderato non è arrivato. Un segnale di indifferenza da parte della comunità locale che non deve essere ammesso.

La campagna lanciata contro il bullismo

A queste condizioni di invisibilità, al muro di silenzio di una comunità di oltre 18mila persone, Patrina Benton, la madre di Brian Birchell, erge la sua voce. Lancia una campagna per combattere il fenomeno bullismo. Fight the good fight against bullying, il nome scelto per l’iniziativa sociale che mette a nudo una vera piaga sociale.

E l’idea sembra funzionare.

La campagna della madre di Brian raccoglie giorno dopo giorno più adesioni, tra le quali si annoverano militanti di tutto rispetto. Il cantautore britannico Ed Sheeran prende apertamente posizione al fianco di Brian, essendo lui stesso “affetto dallo stesso problema”: i capelli rossi. Ma non sono questi gli unici risultati della campagna di Patrina.

Finalmente il dipartimento di educazione del Queensland esce allo scoperto, anche se non nel modo auspicato. Attualmente, la mossa dell’apparato governativo è circoscritta ad una fredda dichiarazione rilasciata dal portavoce al giornale Daily Mail Australia:

Gympie State High School si impegna a fornire un ambiente di apprendimento sicuro, rispettoso e disciplinato per studenti e personale. Il bullismo non è tollerato nelle scuole statali del Queensland.

Il governo australiano sul bullismo

Apparentemente, la dichiarazione del portavoce del dipartimento di educazione vuol essere contro il fenomeno del bullismo. Ma, allo stesso tempo, il portavoce aggiunge di non poter commentare ogni singolo caso di bullismo.

L’episodio è increscioso ed intollerabile e la Gympie State High School deve impegnarsi a rendere l’ambiente di apprendimento scolastico più sicuro.

Un elegante via d’uscita dallo scandalo del quale l’istituzione ministeriale vuol lavarsi le mani. La speranza è che la sortita spinga in qualche modo la direzione scolastica a prendere i dovuti provvedimenti.

Il supporto della star Ed Sheeran

Nel frattempo il cantautore di successo e fama mondiale Ed Sheeran apporta il suo contributo alla causa di Brian Birchell e Patrina Belton. La star si è recata personalmente da Brian per mostrargli la sua solidarietà e, diciamolo, la sua chioma rossa.

Il gesto significativo è senza dubbio ammirevole. Sperando che Ed Sheeran porti l’attenzione dell’opinione pubblica sullo scopo della campagna, auguriamo un rapido recupero a Brian Birchell.

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