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Efficacia vaccino Covid, Governo ipotizza di ridurre la validità del Green Pass a 6 o a 9 mesi

In considerazione dei dati sull’efficacia del vaccino Covid diffusi dall’ISS, il Governo sta pensando di ridurre la validità del Green Pass a 6 o a 9 mesi.

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Nel caso in cui i cittadini non dovessero sottoporsi all’inoculazione della terza dose di vaccino sintetizzato contro il coronavirus, il Governo sta ipotizzando di ridurre la validità del Green Pass a 9 oppure a 6 mesi. Una simile misura potrebbe essere adottata in considerazione del fatto che la copertura dei vaccini si riduce dopo circa sei mesi, come riportato dai dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Efficacia vaccino Covid, Governo ipotizza di ridurre la validità del Green Pass a 6 o a 9 mesi

Nella prima settimana di dicembre, il Governo italiano potrebbe decidere di ridurre la validità del Green Pass. Fino ad allora, tuttavia, “bisogna spingere sulla campagna per la terza dose e per chi ancora non ha deciso di immunizzarsi”.

In questo contesto, risultano determinanti i dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nella mattinata di domenica 14 novembre che, per la prima volta, rivelano pubblicamente la durata dell’efficacia del vaccino anti-Covid.

I dati, inoltre, hanno anche spinto l’esecutivo ad attendere altre due settimane prima di procedere alla modifica delle norme che regolano il rilascio e il periodo di validità del Green Pass.

Il Governo, infatti, vuole valutare la risposta degli italiani rispetto alla campagna vaccinale avviata per la distribuzione della terza dose di vaccino, destinata a tutti coloro che hanno completato il ciclo vaccinale primario da almeno sei mesi.

Nel caso in cui la risposta degli italiani non dovesse risultare adeguata, la comunità scientifica ha sottolineato quanto segue: “Dopo 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale si osserva una forte diminuzione dell’efficacia vaccinale nel prevenire le diagnosi in corrispondenza di tutte le fasce di età”.

Efficacia vaccino Covid, i dati rilasciati dall’Istituto Superiore di Sanità

In particolare, per quanto riguarda i dati rilasciati dall’ISS, è stato osservato quanto segue: “In generale, su tutta la popolazione, l’efficacia vaccinale passa dal 76% nei vaccinati con ciclo completo entro i sei mesi rispetto ai non vaccinati, al 50% nei vaccinati con ciclo completo oltre i sei mesi rispetto ai non vaccinati. Nel caso di malattia severa, la differenza fra vaccinati con ciclo completo da oltre e da meno di sei mesi risulta minore.

Si osserva, infatti, una decrescita dell’efficacia vaccinale di circa 10 punti percentuali, in quanto l’efficacia per i vaccinati con ciclo completo da meno di sei mesi è pari al 92% rispetto ai non vaccinati, mentre risulta pari all’82% per i vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi rispetto ai non vaccinati”.

Gli analisti dell’ISS, poi, hanno osservato: “Per la fascia di età 12-39 anni, l’efficacia scende dall’80 al 59% per i contagi e dal 95 all’82% contro la malattia severa. Ma attenzione: i 12-39 non vaccinati che si sono infettati sono ben 508 su 100 mila abitanti, vale a dire oltre il doppio di chi si è immunizzato più di sei mesi fa, e cinque volte rispetto i vaccinati da meno di sei mesi – e hanno aggiunto –. In questa fascia sono stati 12 per chi è senza immunizzazione (rispettivamente 18 volte in più di chi è vaccinato da meno di sei mesi, e 4 volte da oltre 6 mesi)”.

Allo stesso modo, per i 40-59enni “l’efficacia passa dal 72 al 42% per le infezioni, e dal 95 all’87,5% per la malattia severa” mentre, tra i 60-79enni, “si passa dal 72% al 40%, a seconda che si siano fatte le due dosi da più o meno di sei mesi per le diagnosi, da 92 a 78% per la malattia severa”.

Infine, per i cittadini over 80 “il calo della protezione vaccinale è dall’80 a 61% contro le infezioni, e dall’89 a 80% contro la malattia severa”.

Efficacia vaccino Covid, l’incremento dei casi di positività in Italia

Gli esperti dell’ISS hanno anche commentato il recente incremento dei casi di positività al Covid registrati in Italia, evidenziando: “Il 10,5% dei casi segnalati nelle ultime due settimane è di sesso maschile e di età compresa tra 10 e 29 anni, uguale alla percentuale di soggetti di sesso femminile nella stessa fascia di età. In totale, nel periodo 25 ottobre-7 novembre, il 52,5% dei casi di Covid-19 segnalati sono stati diagnosticati nelle femmine. La percentuale di casi rilevati in persone con età superiore a 60 anni è stabile (23,4% contro 23,2% rispetto alla settimana precedente). In leggero aumento l’età mediana dei casi, 43 anni”.

In particolare, nella fascia di età 12-39 anni, “i contagiati con due dosi fatte da meno di sei mesi sono 98 contro i 247 che l’hanno fatta da oltre 6 mesi, gli ospedalizzati sono 0,7 contro 3, ma nessuno in ogni caso è finito in rianimazione”.

Efficacia vaccino Covid, waning e ruolo cruciale della terza dose

In relazione al calo dell’efficacia della copertura vaccinale, indicata con il termine “waning”, l’ISS ha segnalato che, prima e dopo i sei mesi trascorsi dal completamento del ciclo vaccinale, il waning “scende di 25,5 punti, passando da 75,5 a 50,2 per le infezioni; per la malattia severa che porta al ricovero o in terapia intensiva si riduce solo di 9,7 punti (da 91,8 a 82,1), e la protezione resta in ogni caso molto alta”.

Pertanto, l’Istituto Superiore di Sanità ha divulgato i dati e ha ribadito: “La terza dose va fatta, soprattutto per le categorie per cui è raccomandata ora, perché il waning già si vede, pur restando protetto chi è vaccinato in maniera determinante rispetto a chi non si è immunizzato”.

Efficacia vaccino Covid, le valutazioni del Governo italiano

Intanto, nella giornata di martedì 16 novembre, l’ultimo decreto sul Green Pass verrà convertito in legge alla Camera, probabilmente ricorrendo al voto di fiducia. In questo contesto, saranno due i nodi cruciali che il Governo dovrà riesaminare ossia la validità di 12 mesi dall’ultima inoculazione ricevuta assegnata alla certificazione verde e il rilascio del Green Pass ai non vaccinati che esibiscono il risultato negativo del test antigenico.

Il Governo, quindi, dovrà stabilire se confermare la scadenza del certificato a un anno o se assecondare le richieste degli scienziati accorciando la validità del Green Pass a 6 mesi o, almeno a 9 mesi.

Infine, verrà dibattuta l’attendibilità dei tamponi rapidi o se l’alta percentuale dei “falsi negativi” non comprometta la campagna vaccinale e la sicurezza pubblica favorendo la diffusione non controllata del SARS-CoV-2.

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