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Egitto, arrestato e fatto ‘scomparire’ legale della famiglia Regeni

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Scomparso un legale che si stava occupando del caso Regeni. L'uomo,Ibrahim Metwaly, doveva prendere parte ad una conferenza sui diritti umani.

Ancora mistero nel caso Regeni

Ancora mistero nel caso Regeni. Ad essere coinvolto, questa volta, è un legale della famiglia italiana, che tra gennaio e febbraio 2016 ha drammaticamente perso Giulio, un ragazzo di 28 anni. Il caso non è ancora chiuso, e i due stati, Italia e Egitto, devono collaborare.

Una scomparsa molto sospetta

Non si hanno più notizie di Ibrahim Metwaly (53 anni), uno dei legali della famiglia Regeni, che sembra sparito nel nulla. L’uomo sarebbe dovuto salire domenica su un aereo, che dal Cairo lo avrebbe condotto in volo a Ginevra. Nella città svizzera avrebbe dovuto partecipare ad un incontro delle Nazioni Unite sui diritti umani. E’ stato prelevato in aeroporto e di lui non si sa più nulla. Lo hanno denunciato i colleghi dell‘Ercf (Egyptian commission for right and freedom).

Il 53enne Ibrahim Metwaly da anni si batte contro Al Sisi e il suo governo che, a detta della sua associazione, tortura e uccide.

Il legale è mosso da profonde e personali motivazioni in questa sua guerra. Esattamente nel 2013, suo figlio è scomparso, probabilmente rimasto ucciso. Ma, a differenza di Giulio Regeni, non è mai stato rinvenuto il suo corpo. “Siamo molto preoccupati”, dicono i colleghi di Ecrf.

Ibrahim Metwaly doveva andare a Ginevra a parlare all’Onu, per relazionare sulla violazione dei diritti umani in Egitto. E forse proprio per questo è stato fermato. Per qualcuno, era una persona scomoda.

Il regime di Al Sisi

E’ l’ennesimo colpo alla libertà dato dal regime di Al Sisi. Qualche giorno fa il governo aveva decretato l’oscuramento di centinaia di siti web e agenzie di informazione, che si macchierebbero di diffondere false notizie contro l’esecutivo. Tra questi c’era anche il sito aperto dalla famiglia Regeni.

Ora l’arresto dell’avvocato.

Al Sisi “zittisce”, come la più classica delle dittature, tutte le voci a lui contrarie ed in opposizione, e bolla come calunnie tutti i rapporti internazionali che escono sull’operato del suo governo. Come quello pubblicato pochi giorni fa da parte di Human Rights Watch in cui si denuncia l’uso sistematico di torture da parte delle forze di sicurezza egiziane.

Regeni

Rapporto Italia-Egitto

Questo è l’ambiente che si troverà ad affrontare Giampiero Cantini, l’ambasciatore italiano che la prossima settimana riaprirà la sede diplomatica Al Cairo. Davanti, si presenta l’ennesimo giallo sul caso Regeni che sarà anche argomento obbligato di discussione in un incontro che Cantini avrà questo mese con le autorità egiziane. Ma le premesse e l’atmosfera non sono affatto incoraggianti. La situazione è molto critica e delicata.

E pensare che, solo settimana scorsa, il ministro degli Esteri Angelino Alfano aveva dichiarato: «L’Egitto è partner ineludibile dell’Italia esattamente come l’Italia è partner ineludibile dell’Egitto».

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