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Egitto: bannato il sito online Al Jaazira, accusa di supportare il terrorismo

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Secondo quanto viene riportato dall'agenzia di stampa Mena, i siti di informazione sono accusati di “supportare il terrorismo”.

Egitto

Egitto, la lotta al terrorismo continua ad oltranza, con l’obiettivo di debellarlo quanto prima. Uno dei modi, sembrerebbe essere quallo di bannare quegli organi di informazione che sembrerebbe appoggiare l’Isis. Infatti, pochi minuti fa l’agenzia di stampa di stato Mena ha riportato che l’Egitto ha deciso di bannare ben 21 siti online, incluso quello della televisione Al Jazeera, con l’accusa di “supportare il terrorismo”.

Una conferma di tale decisione presa dal governo egiziano giunge dall’agenzia di stampa Reuters che ha verificato l’informazione, cercando ad accedere a cinque dei 21 siti oscurati, tra cui la stessa Al Jazeera, trovandoli però inaccessibili.

In merito a tale argomento, un ufficiale dell’Autorità delle telecomunicazioni egiziane non ha confermato né negato la notizia, ma ha solamente affermato che: “Che importanza avrebbe se fosse vero? Non dovrebbe essere un problema”.

Insomma, il governo egiziano ha cercato di smontare l’accaduto in modo tale da non dare troppo risalto alla decisione presa.

Allo stesso tempo però, l’agenzia Mena ha citato una fonte della sicurezza che ha spiegato come i siti siano stati bloccati per il loro supporto al terrorismo. Infatti, secondo quanto viene riportato dal Mena, “Una fonte della sicurezza ha detto che 21 siti sono stati bloccati in Egitto per i contenuti che supportano il terrorismo e l’estremismo e perché pubblicano falsità”.

Inoltre, è stasto annunciato che che il governo egiziano potrebbe decidere di intraprendere delle azioni legali contro questi siti. Due fonti di sicurezza hanno spiegato a Reuters che i siti sono stati bloccati perché affiliati ai Fratelli Musulmani o perché finanziati dal Qatar.

Proprio a quest’ultimo Paese, l’Egitto accusa di supportare la fratellanza musulmana, rimosso dal potere in Egitto nel 2013, quando i militari hanno deposto il presidente eletto Mohamed Mursi in seguito alle proteste di massa nel paese. Tra i siti inaccessibili c’è anche l’egiziano Mada Masr, una testata giornalistica del Paese che si descrive come progressiva e che non ha affiliazioni con gli islamisti o con il Qatar. Stesso discorso per il sito di Huffington Post arabo è stato bloccato, mentre la sua versione internazionale è accessibile. Almeno per il momento, non è ancora stare resa pubblica la lista dei 21 siti bloccati dall’Egitto.


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