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Elezioni 2018: cosa succederà dopo il voto del 4 marzo

Si apre il percorso che porterà al nuovo Governo. La prima seduta delle nuove Camere sarà il 23 marzo

elezioni 2018

Ora che le elezioni 2018 hanno sancito il trionfo del Movimento 5 Stelle e la vittoria della Lega, si apre il percorso per il nuovo Governo. Le tappe, con date e scadenze, dureranno almeno un mese. Per il prossimo 23 marzo è prevista la prima seduta con le nuove Camere. Questa sarà incentrata alla proclamazione degli eletti e all’elezione dei presidenti nuovi. Previste tra fine marzo ed inizio aprile le dimissioni di Paolo Gentiloni.

Elezioni 2018 registrazione in Parlamento

Il primo passo in assoluto è quello, per i nuovi eletti, di registrarsi in Parlamento. Questo avverrà tra l’8 ed il 9 di marzo. Verranno scattate le foto e verranno compilati i moduli. Poi avverrà la consegna dei tesserini da parlamentari.

Elezioni 2018 prima seduta

La prima seduta con le nuove Camere è attesa, invece, per il 23 di marzo.

I regolamenti parlamentari, per selezionare chi presiederà questa sorta di primo giorno ‘scolastico’ delle nuove assemblea, fissano criteri diversi. A Palazzo Madama l’onore spetterà al senatore più anziano di età. Si tratta dell’ex presidente della Repubblica e senatore a vita Giorgio Napolitano, con i suoi 93 anni di età. Invece, alla Camera, a dirigere la prima seduta andrà il vicepresidente della passata legislatura che ebbe più voti. Nel caso dovesse venir eletto nuovamente, toccherà al Pd Roberto Giachetti, che ricevette 253 voti. Nell’altro caso, si passerà al pentastellato Luigi Di Maio, che ebbe 173 voti, e perciò a Maurizio Lupi, forte di 145 voti. Se tra i nuovi deputati non ci dovesse essere nemmeno un ex vicepresidente, il deputato più anziano verrà chiamato a presiedere.

Questa prima seduta verrà dedicata alla proclamazione degli eletti e all’elezione dei nuovi presidenti.

Per quanto concerne il Senato si tratta di una pratica abbastanza rapida. Questa avrà luogo nel giro massimo di due giorni. Tuttavia, se dopo tre votazioni nessuno supera la maggioranza assoluta, c’è la possibilità di andare al ballottaggio tra i due più votati. Alla Camera, invece, i tempi, già di base, potranno essere più lenti. Questo perché, al fine di eleggere il nuovo numero uno dell’assemblea, necessita la maggioranza dei due terzi nei primi tre scrutini. Successivamente, la maggioranza assoluta, e si continua in questo modo fino alla fumata bianca.
Entro il 25 marzo, i parlamentari devono aver comunicato a quale gruppo appartengono. Entro il 27, i vari gruppi devono aver eletto il loro presidente.

Seconda fase

Paolo Gentiloni, una volta scelti i presidenti di Camera e Senato e formati i gruppi parlamentari, rassegnerà le dimissioni.

Questo avverrà tra la fine di marzo ed i primi di aprile. Successivamente, partiranno presso il Quirinale le consultazioni per la formazione del nuovo Governo. La settimana di Pasqua (il giorno della Resurrezione cade domenica primo aprile) non dovrebbe bloccare il meccanismo. Presso il Quirinale saliranno i presidenti delle Camere, gli ex capi dello Stato e i rappresentanti dei gruppi parlamentari. Al termine di ciò, Sergio Mattarella valuterà cosa si dovrà fare. Sarà un incarico esplorativo (se la situazione dovesse essere ancora confusa) o incarico pieno, per formare il nuovo governo. Nel frattempo continua a governare Paolo Gentiloni, ancora in carica per gli affari correnti.

L’incaricato, se scioglierà la riserva, presenterà la lista dei suoi ministri al presidente della Repubblica. Verrà fatto al Quirinale il giuramento di tutto il team, e poi si recherà in Camera ed in Senato per la fiducia. Se, invece, l’incaricato dovesse rinunciare alla riserva, verranno fatte nuove consultazioni. Una volta raggiunta la fiducia dei due rami del Parlamento, avrà inizio il nuovo Governo.

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