Elezioni 2018: gli ultimi sondaggi prima del 4 marzo
Elezioni 2018: gli ultimi sondaggi prima del 4 marzo
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Elezioni 2018: gli ultimi sondaggi prima del 4 marzo

Elezioni 2018

Il centrodestra di Berlusconi e Salvini continua ad essere ottimista sulla possibilità di avere la maggioranza in Parlamento.

A pochi giorni dalle elezioni politiche, i vari partiti continuano la loro campagna elettorale, nell’intento di suscitare l’interesse dei vari indecisi. Promesse politiche, spiegazioni, accuse sui programmi della concorrenza: il tutto con il solo scopo di ottenere i voti necessari per ottenere la maggioranza in parlamento. Tutte le coalizioni, stanno intanto tirando le somme, per comprendere fino a che punto c’è speranza di poter vincere le elezioni 2018. Sicuramente, tra i più sicuri c’è il centrodestra del trio Berlusconi-Salvini-Meloni.

Elezioni 2018: il centrodestra

Come già accennato in precedenza, l’ottimismo regna sovrano nel centrodestra. Infatti, secondo i calcoli fatti da Forza Italia, ci sarebbero i numeri necessari al Senato, mentre per la Camera la soglia sarebbe vicinissima. Il nodo fondamentale per il partito di Berlusconi, sarebbe soprattutto quello di condurre la battaglia al sud dove si troverebbe, anche se di poco, in vantaggio sia sul Movimento 5 stelle che sul centrosinistra.

Se però potrebbe essere Forza Italia a portare voti al sud, la Lega potrebbe essere invece il partito che potrebbe ottenere i maggiori risultati al Nord ed al Centro, dove si potrebbe attestare tra il 17% ed il 20%. Dal canto suo però, il partito di Salvini sembrerebbe essere sicuro di poter arrivare al 30%, forte del sostegno di Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria.

Ci sono anche grandissime aspettative nelle Regioni rosse, dove l’obiettivo non dichiarato è quello di un 15% in Emilia Romagna e di un 12-13% in Toscana, Marche e Umbria.

Elezioni 2018: il centrosinistra

Se da un lato c’è un centrodestra sicuro di poter vincere le prossime elezioni politiche, dall’altro c’è un Partito Democratico che è fortemente preoccupato. Le scissioni registrate nei mesi scorsi ed i continui battibecchi con gli ex del partito, ha creato forti dubbi circa la compattezza della coalizione guidata da Matteo Renzi. La paura principale, sarebbe addirittura quella di ottenere meno del 25% ottenuto da Bersani nel 2013.

Difatti, il partito di Renzi si attesterebbe al momento tra il 20% ed il 21%: un dato che rischierebbe di non potersi alzare più di tanto, soprattutto se si conta che le ragioni del sud sono maggiormente contese da Forza Italia e dal Movimento 5 stelle. Potrebbero non arrivare neanche tanti voti dal Centro, dopo i fatti di Macerata, così come c’è il forte timore, di aver perso appeal anche al Nord, soprattutto in Regioni come Liguria e Piemonte.

Un altro rischio invece potrebbe giungere da +Europa, che potrebbe arrivare alla soglia del 3%, proprio sottraendo voti al Partito Democratico.

I problemi però del partito di Matteo Renzi, giungono anche da Liberi e Uguali che sarebbe pronto a firmare per un 8%. A quanto pare, il partito di Grasso sarebbe abbastanza forte in Toscana, Emilia Romagna, Marche e Umbria mentre sia al Nord sia al Sud le percentuali che si aspettano i leader della sinistra non sono particolarmente alte.

Elezioni 2018: il M5s

Dal canto suo, il Movimento 5 stelle, si accontenterebbe anche di un 27% a livello nazionale. L’obiettivo di Di Maio sembrerebbe esere quello di ottenere maggiori voti dal Centro e dal Sud, soprattutto perché sembrerebbero essere consapevoli di non poter riuscire a superare il tetto del 20% al Nord, anche perché il solo Piemonte potrebbe non bastare.

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