Elezioni 4 marzo 2018, al voto anche Lazio e Lombardia
Elezioni 4 marzo 2018, al voto anche Lazio e Lombardia
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Elezioni 4 marzo 2018, al voto anche Lazio e Lombardia

Elezioni 4 marzo 2018

Così come nel 2013, anche questa volta le elezioni politiche e regionali sono state fissate lo stesso giorno.

Il prossimo 4 marzo, sarà un giorno importante per gli italiani, che saranno chiamati al voto sia per le politiche che per le regionali. Ad essere maggiormente interessanti, saranno i cittadini di Lazio e Lombardia, due territori-chiave della penisola, due regioni ad alta densità abitativa. Solo in un’altra occasione si sono votati nello stesso giorno politiche e regionali, ovvero il 24 e 25 febbraio del 2013.

Elezioni 4 marzo 2018

Rispetto alle precedenti elezioni politiche, quelle che si terranno il 4 marzo prossimo, si svolgeranno in un solo giorno, e non ci sarà, come accaduto in passato, l’apertura dei seggi anche il lunedì mattina. Tale decisione, deriva dalla legge di stabilità del 2013, che ha introdotto alcune modifiche al procedimento elettorale. Infatti, si stabilisce che le “operazioni di votazione si svolgano nella sola giornata della domenica, dalle ore 7 alle ore 23”.

A tenere banco sono anche le elezioni regionali che si terranno in Lazio e Lombardia.

A rendere nota tale decisione, è stato il ministero dell’Interno, che ha accolto il parere favorevole di Luca Zingaretti e Roberto Maroni, governatori rispettivamente di Lazio e Lombardia. L’idea di votare, così come accadde nel 2013, nello stesso giorno sia per le politiche che per le regionali serve soprattutto a risparmiare risorse pubbliche.

Dal punto di vista politico, secondo gli analisti, maggiori vantaggi da questa decisione potrebbe trarne il centrodestra. Difatti, l’alleanza tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia verrebbe suggellata sia a livello nazionale che locale e dunque potrebbe fare da traino nelle urne. Dal canto suo, il Pd sembrerebbe esser meno contento della decisione presa anche se, sia Zingaretti che è ricandidato nel Lazio, che Giorgio Gori, candidato dem in Lombardia, sono propensi a creare una larga intesa con gli ex Pd di Liberi e Uguali e le altre forze di sinistra, nell’intento di non perdere la propria forza sul piano locale.

Il caso Lorenzin

A tenere banco in queste ore, c’è anche la mancata presentazione del partito del ministro Beatrice Lorenzin.

Infatti, la conferenza stampa di presentazione della nuova lista centrista Civica popolare, è stata rinviata a data da destinarsi, in attesa di risolvere la disputa con Francesco Rutelli in merito al logo. L’ex sindaco di Roma ha intimato alla Lorenzin e al parlamentare Lorenzo Dellai, di non usare il simbolo della margherita, per presentarsi alle prossime elezioni in coalizione con il Pd. Per questo motivo, per evitare tensioni con il partito di maggioranza, i componenti della nuova lista Civici popolari si sta prodigando per trovare una soluzione a stretto giro.

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