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**Elezioni: Orsina, 'terzo polo non è costola della sinistra, ma bipolarismo risucchia tutto'**

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Roma, 11 ago. (Adnkronos) – "Il terzo polo non è una costola della sinistra nonostante le ambiguità di Calenda possano far credere il contrario. Tuttavia gli italiani si sono ormai abituati al bipolarismo e la logica bipolare tende a risucchiare tutto". Lo dice all'Adnkronos Giovanni Orsina, direttore della School of Government della università Luiss a Roma, tra i cento studiosi firmatari dell'appello ad una campagna elettorale all'insegna della moderazione.

Orsina aggiunge: "Se il terzo polo arrivasse al 10% sarebbe un gran successo. Ma mi sembra tanto, non la vedo facilissima perché potrebbe scattare il riflesso del voto utile".

Con la creazione del terzo polo, "il Pd dovrà fare campagna più a sinistra e il centro dovrà puntare ad acquisire i voti di Forza Italia – rimarca Orsina – Si tratta tuttavia di una operazione non semplice perché l'elettorato di Fi è sì socialmente moderato, ma non lo è culturalmente".

Cosa significa? "Un po’ come Berlusconi: è gente che ha qualcosa da perdere sul terreno materiale e vuole quindi una gestione responsabile dell'economia, ma non per questo ha un’indole moderata, responsabile, di establishment".

Ecco il profilo del potenziale elettorato a cui dovrà ambire il nuovo centro: "Sono insider economici ma outsider culturali (appunto come Berlusconi) leggono poco i giornali mainstream, non frequentano i salotti buoni, diffidano delle istituzioni, non sono politicamente corretti.

È un elettorato, insomma, al quale trovarsi in alleanza con la Meloni potrebbe importare molto di meno di quel che si dice. Ma se la coalizione di centrodestra si impegna ad abbassare le tasse e manda per qualche tempo il Partito democratico all’opposizione, a costoro potrebbe pure andare bene. In tal caso, non è affatto detto che Salvini e Meloni li spaventino e spingano verso il centro". (di Roberta Lanzara)

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