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Elezioni 2018: urne aperte, scandalo schede a Palermo

Aperte le urne per le elezioni 2018. A Palermo è scandalo per un errore nelle schede, che hanno dovuto essere ristampate. Seggi aperti in ritardo.

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E’ arrivato il fatidico giorno delle elezioni politiche italiane 2018. Chiamati alle urne oltre 46 milioni e mezzo di elettori per la Camera dei deputati, quasi 43 milioni per il Senato. Si eleggeranno 618 deputati 309 senatori più 18 parlamentari all’estero.

Inoltre ci saranno le elezioni regionali in Lombardia e Lazio. Attenzione anche dall’Unione europea.

Un fatto inquietante si è registrato a Palermo ci sono stati ritardi nell’apertura di alcuni seggi a causa di un errore, per via del quale è stato necessario ristampare schede in ben 200 sezioni durante la notte. Le conseguenti code all’esterno hanno causato proteste da parte di alcune persone, in attesa di entrare e ricevere la loro scheda elettorale.

In alcuni casi si è dovuto attendere oltre due ore i mezza.

Il voto di Mattarella e il commento di Grasso

Il primo a votare è stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, poco dopo le 8.30 nella sezione 535 della Scuola San Giovanni XXIII nel quartiere Libertà nella sua Palermo, proprio dove è avvenuto il grave pasticcio di cui sopra. In particolare l’errore nelle schede ha interessato i collegi Palermo 1 e Palermo 2: alcune sezioni dell’uno sono state inserite nell’altro.

Scheda elettorale

Il caso è stato duramente commentato dal presidente del Senato e leader di Liberi e Uguali Pietro Grasso, che si è detto preoccupato per quanto avvenuto in questo giorno di elezioni, “il più importante per una democrazia”.

Ha definito “inaccettabili” i ritardi e gli errori avvenuti.

Pietro Grasso

Il voto di Renzi e Gentiloni

Oltre a Mattarella ha già votato anche il segretario generale del Partito Democratico Matteo Renzi, che si è recato nella sezione 10 nel liceo Niccolò Machiavelli situato in via Santo Spirito a Firenze. Con Renzi c’era la moglie, Agnese Landini, che ha votato in un altro seggio.

Renzi3

Alle urne anche il premier Paolo Gentiloni, che ha votato a Roma nel seggio di via Daniele Manin, facendo la fila come gli altri.

Gentiloni seggio

Schede dall’estero già in Italia

Intanto sono già arrivate in Italia le schede dall’estero. Lo ha confermato il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Le schede sono destinate al vaglio da parte della Corte d’Appello di Roma.

Gli appelli pre-elettorali

Per ottenere voti dagli indecisi, nell’ultimo giorno di campagna, quando è “scattato” il silenzio elettorale, sono tornati a parlare Matteo Renzi e per il centro destra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, Beppe Grillo e Luigi Di Maio. Il candidato premier dei 5 Stelle ha sostenuto che la partita si gioca tra il Movimento fondato da Grillo e da Gianroberto Casaleggio e il centrodestra – come sostengono d’altra parte gli esponenti di quest’ultimo -.

L’ex presidente del Consiglio ha paventato la possibilità che da lunedì si ritrovi governata dai “Mago Merlino”, intendendo Di Maio con questa definizione, dal “partito dello Spread”, intendendo Silvio Berlusconi o dai “professionisti della paura”, riferendosi a Matteo Salvini. In particolare Renzi ha sostenuto che se la giocano il Pd e i grilli.

Ha parlato anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, puntando il dito con coloro che vogliono imporre “dazi”, mentre i dati Istat confermano la ripresa italiana dalla crisi economica.

Berlusconi ha incontrato Antonio Tajani e gli ha ribadito il proprio sostegno come candidato a Palazzo Chigi. L’ex premier ha sottolineato che, essendo Tajani “di casa in Europa” – ricordiamo che è presidente del parlamento europeo -, in questa sede farebbe gli interessi degli italiani – un sostegno a Tajani è stato espresso a sorpresa anche dal principe Emanuele Filiberto di Savoia, secondo il quale la “saggezza ed esperienza” che dimostrerebbe nell’essere premier, servirebbe a “portare una grande Italia nel posto che merita nel mondo -. Salvini e Meloni, invece, pur ribadendo l’alleanza con Berlusconi, sperano nella propria vittoria.

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