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Elisa Campeol, i risultati dell’autopsia: è morta dissanguata dopo venti coltellate

L'autopsia effettuata sul corpo di Elisa Campeol ha accertato che la donna sia morta per dissanguamento dopo venti coltellate.

Elisa Campeol autopsia

Elisa Campeol è morta dissanguata dopo aver ricevuto venti coltellate tra cui due fatali al polmone e al cuore sulla riva del fiume Piave all’Isola dei Morti, in località Moriago della Battaglia: a rivelarlo è stata l’autopsia svolta sul cadavere della donna da Alberto Furlanetto, medico legale incaricato dalla Procura di Treviso.

Elisa Campeol: l’autopsia

Secondo quanto emerso dagli esami autoptici l’aggressione della donna, uccisa il 23 giugno dall’operaio reo confesso Fabrizio Biscaro, sarebbe durata pochi istanti. L’uomo le avrebbe infatti inferto venti coltellate in rapida successione tra cui due che si sono rivelate mortali in quanto hanno colpito due organi vitali. Le prime coltellate hanno raggiunto la giovane alla schiena, nella regione del costato. Lei si è istintivamente girata e forse si è anche inginocchiata, proteggendosi dal killer con le braccia.

Un particolare testimoniato dalle numerose ferite su entrambi gli arti superiori che il killer ha continuato a colpire.

Elisa Campeol, autopsia: due coltellate fatali

Poi l’uomo ha affondato i colpi all’altezza del torace, vibrando le coltellate in maniera decisa e con forza tanto da andare molto in profondità e raggiungere gli organi vitali. Una di queste ha perforato un polmone di Elisa, una seconda invece l’ha raggiunta al cuore.

Quando la vittima si è accasciata a terra in fin di vita a causa di uno shock emorragico, l’operaio le ha infine reciso l’orecchio destro portandolo con sé nella Caserma dei Carabinieri per consegnarsi.

Elisa Campeol, autopsia: assassino “socialmente pericoloso”

Intanto l’assassino di Elisa rimane recluso nel carcere di S. Bona di Treviso con l’accusa di omicidio volontario premeditato. A raccontare di aver ucciso la donna è stato lui stesso spiegando di averla scelta per caso: “Non la conoscevo, ho colpito la prima persona che ho trovato“.

Secondo i primi accertamenti effettuati sulla storia, l’uomo era paziente del Centro di Salute Mentale di Conegliano fino a qualche mese prima dell’omicidio. Gli agenti penitenziari tengono la sua cella sotto osservazione 24 ore su 24 perché si teme possa tentare il suicidio. Secondo il Giudice per le indagini preliminari che ha ordinato la custodia cautelare, Biscaro sarebbe inoltre “socialmente pericoloso” e in grado di reiterare il reato. Nei prossimi giorni l’uomo sarà sottoposto a una perizia psichiatrica che verrà effettuata nel corso dell’incidente probatorio.

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