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Embargo totale di gas e petrolio dalla Russia: cosa significa e possibili conseguenze

Secondo uno studio, l'embargo totale del gas dalla Russia comporterebbe un impatto medio sul Pil europeo tra lo 0,2 e il 3,5%

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Il Parlamento Europeo ha chiesto un embargo totale su gas e petrolio dalla Russia. Ma cosa significa esattamente e soprattutto quanto potrebbe incidere sulla crescita dell’Europa prevista nel 2022? 

La frase di Draghi

“Cosa preferiamo: la pace oppure star tranquilli con il termosifone acceso o con l’aria condizionata per tutta l’estate?”.

La frase pronunciata da Mario Draghi durante la conferenza stampa del 6 aprile è la semplificazione estrema del grande dibattito sulla possibilità dell’Unione Europea di ricorrere a un embargo totale su gas e petrolio dalla Russia. Ossia di bloccare completamente le esportazioni di gas. In questo caso infatti, nessuno stato membro potrebbe commercializzare con la Russia per l’acquisto di materie energetiche.

La richiesta di embargo totale del gas dalla Russia

Con 513 sì e solo 22 voti contrari e 19 astenuti, gli eurodeputati hanno approvato il 7 aprile la risoluzione che chiede l’embargo totale e immediato delle importazioni di petrolio, carbone, gas e combustibile nucleare dalla Russia.

Una misura che avrebbe come effetto quello di privare la Russia di una fonte importante di finanziamento delle operazioni belliche. Ma anche quello di mettere in difficoltà l’approvvigionamento energetico degli Stati membri dell’Unione Europea, soprattutto di quelli che più dipendono dal gas russo come l’Italia e la Germania.

Quanto potrebbe incidere sulla crescita europea

Dal punto di vista prettamente economico secondo uno studio promosso dal partito liberal-democratico Renew Europe, un eventuale stop di gas e petrolio dalla Russia avrebbe un impatto medio sul Pil europeo tra lo 0,2 e il 3,5%.  Un impatto  che in alcuni casi potrebbe incidere sulla crescita europea. Occorre infatti ricordare che secondo alcune stime l’Eurozona dovrebbe crescere quest’anno del 3,7% mentre la previsione di crescita dell’Italia nel 2022 a firma di S&P è +3,1%.

L’approvvigionamento energetico dell’Ue

Il nostro paese ha riserve per 6 mesi senza approvvigionamento dalla Russia e ad ottobre potrebbero riscontrarsi i primi problemi. Molto dipende da quanto risulti efficace il mix di misure che il governo ha messo in atto dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Soprattutto, in caso di un embargo totale, è fondamentale una risposta unitaria dell’Europa. Del resto, nella risoluzione già citata del 7 aprile si prevede anche di accompagnare le misure con azioni volte ad assicurare l’approvvigionamento energetico dell’Ue nel breve tempo da altre fonti.

(Immagine di repertorio)

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