EMIL esce oggi l'album d'esordio "Piccolo Pagliaccio Italiano" - Notizie.it
EMIL esce oggi l’album d’esordio “Piccolo Pagliaccio Italiano”
Musica

EMIL esce oggi l’album d’esordio “Piccolo Pagliaccio Italiano”

Si parla di un uomo in grado di comprendere le grandi migrazioni e le illazioni sugli Ufo, capace di governare e interpretare le sorti dell’umanità. Il suo nome è EMIL e il suo anno di nascita è il 1980.

EMIL
il cantautore che racconta in musica le esperienze di tutti i giorni attraverso la lente deformante dell’ironia e dell’arguzia

oggi, martedì 28 settembre, viene pubblicato
il suo album d’esordio “PICCOLO PAGLIACCIO ITALIANO”

“Si può essere un cantautore senza essere un intellettuale.
Si può scrivere grandi canzoni pop senza guardarsi per forza indietro.
Si può vivere in una piccola città di provincia, ma saper raccontare il mondo.
Si può riflettere sulla vita accennando il sorriso del pagliaccio”

Queste sono le parole di Emil per descrivere se stesso e il suo album d’esordio.
Emil è un cantautore di Cantù che ha raccolto le variazioni sensibili dell’occidente degli ultimi 20 anni, l’uomo che ha vissuto e percepito i cambiamenti dell’umanità, provando a tracciarne il significato.

Le tracce del suo pensiero sono racchiuse nell’album “Piccolo Pagliaccio Italiano” (prodotto da Lorenzo Magnaghi e pubblicato da Warner Music) in uscita oggi, martedì 28 settembre, e anticipato dal singolo “Milano no” (l’inno di una città che non si accontenta delle biciclette a noleggio nata grazie al centinaio di lamentele che i milanesi hanno pubblicato sul blog “LamentaMi”).

“Piccolo pagliaccio italiano” è la discomusic anni 80 che si piega al volere di una ballata acustica, il folk di un chitarrista da spiaggia cantato da un rocker nostrano.

Senza soluzione di continuità.
Nelle sue canzoni Emil racconta con la sua surreale e singolare prospettiva il vivere in Italia nel 2010 tra pensionati che si divertono più dei giovani; compagnie che si ritrovano ogni sabato sera perché è meglio che esser soli, meglio che essere sinceri; tra automobilisti che passano la giornata in mezzo al traffico leggendo la Gazzetta e poi dicono che sono di fretta; senza trascurare anche temi più intimi.

EMIL è protagonista con la banda Osiris della sigla di apertura del programma tv “Quelli di Caterpillar” in onda su Rai Tre il sabato pomeriggio.

EMIL in “Piccolo Pagliaccio Italiano”

Si può essere un cantautore senza essere un intellettuale.
Si può scrivere grandi canzoni pop senza guardarsi per forza indietro.
Si può vivere in una piccola città di provincia, ma saper raccontare il mondo.
Si può riflettere sulla vita accennando il sorriso del pagliaccio.

Emil, cantante e musicista 30enne che vive e lavora a Cantù è la sintesi di questo manifesto artistico.

Il suo disco d’esordio “Piccolo Pagliaccio Italiano” raccoglie i racconti, le storie e le avventure di un italiano il cui bisogno di cantare: “nasce dal pensare che le nostre opinioni sono la cosa più importante che abbiamo.
Mi interessa ciò che pensa la gente, cosa mangia, voglio sapere quante cose abbiamo tutti in comune”.

“Piccolo Pagliaccio Italiano” esce martedì 28 settembre per Warner Music Italy, ed è anticipato dal brano + video “Milano no”. Milano no è l’inno di una città che non si accontenta delle biciclette a noleggio nata grazie al centinaio di lamentele che i milanesi hanno pubblicato sul blog “LamentaMi”. Un’iniziativa web che ha permesso a Emil di assorbire i mali della metropoli e tramutarli in musica pop, facendosi poi accompagnare dal coro di chi quelle lamentele le aveva spedite.

“Mi distruggo” è il biglietto da visita che raggiungerà chi avrà voglia di scoprire un nuovo modo di scrivere pop cantautorale in Italia.

“Mi distruggo” ironizza su uno stile di vita ampiamente condiviso e anzi ostentato. (“E capisci di essere vecchio quando il tuo vicino fa più casino di te, ecco perché anche stasera mi distruggo”).

Nelle 10 canzoni dell’album, Emil racconta dalla sua surreale, singolare prospettiva il vivere in Italia nel 2010, tra pensionati che si divertono più dei giovani; compagnie che si ritrovano ogni sabato sera perché è meglio che esser soli, meglio che essere sinceri; tra automobilisti che passano la giornata in mezzo al traffico leggendo la Gazzetta e poi dicono che sono di fretta.

L’altro lato A di “Piccolo Pagliaccio Italiano” è costituito dalle canzoni più intime, più innamorate. Ecco allora che “Giuliano” vuole una donna che vuole un figlio che vuole un cane. E forse non sarebbe neanche male, non fosse che Giuliano invece è solo come un cane e il cane porta a spasso Giuliano.

Musicalmente “Piccolo Pagliaccio Italiano” è stato prodotto da Lorenzo Magnaghi, scopritore e primo produttore di Malika Ayane e direttore d’orchestra a Sanremo.

Nel disco le chitarre acustiche si trasformano senza apparente sforzo in quartetti d’archi, pattern elettronici, sintetizzatori analogici, sassofoni, tamburelli, pianoforti e battimani.
“Piccolo pagliaccio italiano” è la discomusic anni 80 che si piega al volere di una ballata acustica, il folk di un chitarrista da spiaggia cantato da un rocker nostrano. Senza soluzione di continuità.

Emil ha scritto più di 100 canzoni nell’arco degli ultimi 3 anni, nei suoi numerosi soggiorni fuori dall’Italia, per poi ritornare nella sua isola felice, la campagna comasca. Il disco è stato inciso nello storico The Tune Studio, lo studio noto in passato con il nome di Psycho, dove registrarono Elio e le storie tese, Malika Ayane, Fabio Concato, Renato Zero.

Come dice Emil: “bisogna smetterla di pensare che una canzone allegra sia stupida. E viceversa, che per sentire cose importanti uno si debba sorbire una canzone noiosa”.

“Piccolo Pagliaccio Italiano” – Le canzoni

PICCOLO PAGLIACCIO ITALIANO
“Tre baci alla tua tipa, che quasi mi farei, Anzi, mi farei. Restiamo tutti insieme che è meglio che esser soli, meglio ch’esser sinceri”
Un brano pop da ballare mettendo in discussioni il valore dell’amicizia “perché credo che se stiamo insieme è perché non abbiamo niente da rischiare. Ti abbraccio e ti saluto anche se ti farei cornuto, sai che Minnie esce con Pluto?”

FUNZIONA CHE
“Funziona che chi lavora come te i figli non li vede, però guadagna bene, non ha tempo più per sé. Che invece chi è in pensione e va a ballare il liscio si diverte più di me”.
Esiste un giusto mezzo nel rapporto tra vita e doveri quotidiani? Se esiste, non di certo è comportarsi da divi, scimmiottando i personaggi alla tv.

MI DISTRUGGO
“Di giorno al lavoro io mi distruggo, la sera sono a casa solo e mi distruggo, esco e stai sicuro che mi distruggo, non lo so nemmeno perché mi distruggo”.
È il singolo di “Piccolo Pagliaccio Italiano” che riassume la critica ironica e sarcastica di Emil. Tra impiegati che si ammazzano di lavoro e ragazzi che fanno di ogni nottata una sfida con la morte, Mi distruggo cerca di disarmare con un sorriso un vizio, un vezzo divenuto vero e proprio malcostume.

NON SONO MICA VASCO
“A me non mi va mica bene così, non posso uscire e sdraiarmi per strada, mettermi ad urlare che non c’è mai niente da fare la sera se ti vuoi divertire”
Facendo il verso al grande rocker di Zocca, Emil cerca di mettere a fuoco i valori sani di una vita in bilico tra il mutuo della casa e la voglia di “restare nel tuo letto in posizione orizzontale, mangiare, bere e poi sudare”.

GIULIANO
“Non è vero certo quel modo di dire, è più dura la vita del padrone, anche un cane trova sempre qualcuno da leccare, quell’infame si sa fare accarezzare”.
Giuliano è la biografia di un uomo solo disperso in una grande metropoli. Parla solo con il suo cane, e non gli sta nemmeno tanto simpatico. Una vita a perdere tra sushi bar e settimane della moda. Ma il cane di Giuliano ha trovato la soluzione…

WILD ROCKET
“Non c’è niente che tu non sai di me. Mi piace farti cose, frustarti con le rose, spalmarti il cioccolato, rincorrerti nel prato. Forse dovrei dirti “quella volta – la storia è già sepolta – la tua amica di uncinetto l’ho trovata dentro al letto”.
Canzone dance che si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Perché se la storia d’amore idilliaca non può esistere, allora sudare sulla pista da ballo può far bene all’anima.

CANZONE PER CHI SO IO
“Quando arriva il giorno triste se c’è il bene, resiste. Prima che tu dica no, ti dico adesso cosa so: so che sono più felice, che quasi si vede, tanto che allaccio quasi sempre le cinture mentre ti regalo un fiore e gli dico: “fiore sono nelle tue mani, sboccia per me domani. Lui nemmeno mi risponde”.
Canzone per chi so io è un inno all’amore, alla fine di una sofferenza, un omaggio a Ugo Tognazzi, Stanley Kubrick, Woody Allen. Il brano più poetico e intimo di Emi.

DOPPIO NODO
“Quando hai visto Ritorno al futuro, il primo, quando ti svegliavi con la sveglia della Sip, e non con il telefonino. Quando ci riprovo anche se prima cadevo, quando ci riesco anche se non volevo perché la risposta era sempre stata là, bastava solo agire con semplicità”.
L’altra poesia musicata di Emil. Un ricordo struggente e melanconico di quando vivere era dolce, di quando crescere era una scoperta quotidiana, luccicante. Di quando diventare uomini significava imparare la quotidianità. Le piccole cose.

© Riproduzione riservata

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche