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Enel: stop alle telefonate commerciali moleste, dal 1 giugno si cambia

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Il provvedimento

Tenendo conto delle numerose proteste dei consumatori di elettricità e gas, l’Enel ha deciso, a partire dal primo giugno, lo stop delle telefonate commerciali moleste.

Impiegati

Era diventato un vero e proprio stillicidio per gli italiani, con chiamate sul telefono di casa, sul cellulare e persino in ufficio; chiamate contro le quali avevano protestato anche alcuni quotidiani. E’ stata pure lanciata una campagna con una petizione ancora aperta proprio contro il telemarketing selvaggio: una petizione rivolta al Parlamento italiano, alla Commissione trasporti e telecomunicazioni e alla Commissione Industria, sottoscritta da ben 117.600 lettori -.

Reazione all'ennesima chiamata

Lo stop alle telefonate moleste è di fatto una nuova strategia di marketing da parte dell’Enel, una strategia che dovrebbe portare vantaggi anche all’azienda, prevedendo di non contattare più nuovi potenziali clienti ma, prendendo in considerazione la loro importanza, di rinunciare ad eventuali chiamate che spesso vengono percepite come invasive. Tale strategia, che in pratica consiste nel contattare solo coloro che sono già da tempo clienti della ditta, è stata decisa ancora prima della conclusione della commissione Lavori pubblici e Comunicazioni al Senato, che sta ancora discutendo la questione della Riforma del Registro Pubblico delle Opposizioni, al quale si comunica di essere iscritti nei casi di telemarketing – in questo modo l’impiegato capisce che non può fare la sua offerta e la chiamata si conclude rapidamente senza insistenze con il cliente -.

La nuova norma “bloccherà” le telefonate anche sui cellulari e i numeri fissi riservati. Invece dei canali telefonici, per rivolgersi ai consumatori e cercare di stipulare nuovi contratti, l’Enel ne utilizzerà altri, sul territorio (Punti Enel Partner) e per via telematica – il sito della società dell’energia elettrica stessa, l’app Enel Energia, i social network -. Quella della multinazionale è una decisione che potrebbe essere presa anche da altre aziende nel nostro Paese. Attualmente in Italia ci sono 115 milioni di linee telefoniche, fisse e mobili. Di queste solo 1, 5 milioni sono iscritti al Registro Pubblico delle Opposizioni e va ancora peggio per le linee mobili, per cui non esiste alcun registro che permetta sia all’impiegato del call-center che al consumatore, di non perdere tempo con proposte commerciali che non interessano, al consumatore di non perdere troppo la pazienza e all’operatore di non essere magari trattato sgarbatamente, mentre sta solo svolgendo il proprio lavoro – a cui ricorrono così tanti giovani in questo periodo di crisi economica che sembra non avere fine -.


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